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venerdì 10 maggio 2019


Progetto Made in Italy per la frutta secca

La storica collaborazione tra Apofruit e Besana evolve in un progetto per valorizzare la frutta secca Made in Italy. Un progetto che parte dalla produzione e in prima battuta coinvolgerà 2.000 ettari con l'obiettivo di salire a 3.500 avvicinando produttori di noci, nocciole, mandorle e pistacchi nelle principali aree vocate del Paese. Quindi Sicilia, Puglia, Campania e il Centro Italia, con Lazio e Umbria, e l'Emilia-Romagna.

I termini dell’accordo prevedono che l’export sia affidato a Besana, azienda dalla comprovata esperienza in questo settore, mentre Apofruit terrà le fila della vendita sul mercato nazionale. La commercializzazione partirà dai mercati generali e dai canali specializzati del biologico, poi, una volta ottenuta la massa critica sufficiente, il prodotto sarà disponibile anche per il canale della Gdo. Sarà sui banchi di vendita contraddistinto dai marchi di valorizzazione dei due Gruppi, ossia Solarelli, Besana e Almaverde Bio.
Besana, oltreché la struttura per l’export porta nel progetto la conoscenza agronomica del mondo della frutta secca, sperimentata in ampi progetti di produzione in numerosi Paesi del mondo (Kazakistan, Uzbekistan, Ucraina, Romania, Croazia, Grecia) e le competenze per la progettazione di nuovi campi che possono essere messe a frutto anche in Italia.

"Il mercato della frutta secca ha registrato un forte aumento dei consumi, ma nel 2018 la situazione si è stabilizzata - afferma Ilenio Bastoni, direttore generale di Apofruit - Noi presentiamo un progetto di categoria, Made in Italy, che possa dare rilancio al comparto. E' un progetto che darà reddito ai produttori".



"Siamo sicuri che questo progetto possa portare a risultati immediati - spiega Riccardo Calcagni, amministratore delegato di Besana - C’è la possibilità di convertire produzioni non più così remunerative per i coltivatori in piante da frutto dalla redditività che si prolunga fino a 35 anni”.

La “Frutta secca Made in Italy” sarà accuratamente orientata verso varietà specifiche, qualità, tracciabilità totale e sostenibilità ambientale. “Attualmente - aggiunge Calcagni - abbiamo in Italia una buona produzione di nocciole, un po’ meno di noci mentre la produzione di mandorle si è ridotta notevolmente rispetto agli anni ’50. Una situazione determinata dalla micro dimensione delle aziende, con produttori poco organizzati e senza supporti tecnici e tecnologici moderni. A ciò si aggiunge la mancanza del rinnovamento varietale. Il nostro progetto invece prevede tecnologia ad altissima innovazione e alta tecnologia agricola”.

“In alcuni territori dove opera Apofruit - conclude Ilenio Bastoni - si è già intrapreso un percorso di sviluppo produttivo su questo comparto. E’ in un contesto come questo che è fondamentale il ruolo delle Organizzazioni di Produttori che devono essere capaci di cogliere le opportunità offerte dal mercato per differenziare le produzioni con l’obiettivo di creare redditività per le aziende agricole”.

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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