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giovedì 31 gennaio 2019


La mela, ponte tra arte ed economia

Apot annuncia la data del prossimo convegno annuale, promosso e organizzato in collaborazione con i Consorzi Melinda e La Trentina, e ne anticipa contenuti e obiettivi.
Il titolo è “L’altra metà della mela”, spicchi di economia, arte e territorio” e avrà luogo il prossimo 15 febbraio al Teatro Sociale di Trento.

Attraverso testimonianze storico scientifiche e un programma di interventi che vedranno la partecipazione straordinaria di Philippe Daverio, storico dell’arte nonché famoso personaggio televisivo, l’iniziativa si propone di valorizzare il patrimonio culturale, economico e sociale del sistema frutticolo trentino, rappresentativo di storia e tradizione, oggi sempre più orientato alla modernità e sostenibilità. Un modo di rendere più percepibile quanto valga mantenere vivo e attraente il territorio attraverso un prodotto come la mela, così fortemente identitario in Valle di Non e in Trentino.



Con l’occasione saranno presentati i risultati di uno studio approfondito sul valore generato dal sistema frutticolo attraverso il distretto della mela, sia nelle sue componenti dirette, che indirettamente, come servizi connessi, e anche come preservazione di un bene fruibile per tutta la collettività come il territorio.

E’ tra gli impegni del Progetto “Trentino Frutticolo Sostenibile” infatti, quello di ricercare soluzioni per conciliare le esigenze tecniche ed economiche delle attività agricole con quelle della comunità e del territorio. In tal senso si pone il convegno del prossimo febbraio: manifestare il ponte, oggi debole, tra arte ed economia anche in agricoltura.

"Apot, che intende continuare a dare risposte migliorative alle componenti ‘ambientale e sociale’ della sostenibilità, con l’impegno attivo e responsabile di tutti i produttori, promuove un convegno apparentemente distante da temi più ordinari - sottolinea Ennio Magnani presidente di Apot - ma che è al contrario un’occasione importante per pensare a forme nuove di cooperazione e collaborazione in Trentino, con l’obiettivo di utilizzare al meglio le risorse che altri storicamente non hanno, con il fine di crescere e creare economia per tutti".

“Crediamo che la storia e l’arte possano essere viste come componenti partecipative del tessuto sociale, culturale ed  economico del territorio, con una valenza potenzialmente fortissima, specialmente se vista in prospettiva futura, per la competitività del sistema produttivo – aggiunge Alessandro Dalpiaz direttore di Apot - Usare la profondità storica delle tradizioni, inserite in un paesaggio di pregio come il nostro, e che quindi va equilibratamente ma dinamicamente preservato, è una possibile leva da iniziare ad utilizzare in modo strategico”.

Un paesaggio di pregio che ben ha saputo raccontare, partendo da basi scientifiche, Marcello Nebl, storico dell’arte e conservatore dei beni culturali, che nel 2001 ha curato la sezione storico artistica del dossier per la Dop mela Val di Non e che ha collaborato alla realizzazione del prossimo convegno: “Nell’arte locale la mela è passata nei secoli da oggetto a soggetto, fino a diventare un centro focale e un tema tipico degli artisti: da attributo di Maria come frutto dal fascino irresistibile, simbolo di tentazioni proibite da sconfiggere, a protagonista delle opere figurative del Novecento, simbolo dell’instancabile lavoro dell’uomo nelle campagne e, nelle opere più intimiste, parabola di vita”.

Oltre al direttivo di Apot - Ennio Magnani e Alessandro Dalpiaz - al convegno saranno presenti e si confronteranno sui diversi temi con testimonianze, approfondimenti e commenti anche Roberto Della Casa, docente dell’Università di Bologna e managing director di Agroter, che illustrerà i risultati del progetto di valutazione del valore diretto ed indiretto del distretto melicolo nella frutticoltura trentina, e Andrea Segrè, agronomo ed economista, professore di politica agraria e internazionale, e presidente della Fondazione Edmund Mach. Ospite d’eccezione sarà Philippe Daverio, storico dell’arte, docente e saggista. Modera il convegno Roberto Rasia dal Polo, giornalista e conduttore.

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A cura della redazione

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