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mercoledì 16 gennaio 2019


Patate e cipolle, una stagione d'oro

Una campagna con prezzi “stellari” per patate e cipolleMade in Italy”, che beneficiano della carenza di prodotto nelle principali aree produttive del Nord Europa e si godono una stagione molto positiva. Anche nel nostro Paese i volumi risultano in calo rispetto alla media, ma in maniera decisamente meno traumatica rispetto ai Paesi più settentrionali del Continente. Quotazioni alte e rese adeguate: ci sono tutti gli elementi per essere soddisfatti.  

Dopo le recenti festività - spiega a Italiafruit News Domenico Citterio, vicepresidente dell'associazione europea dei commercianti del settore Europatat, titolare dell'omonima impresa di San Martino Buon Albergo e consigliere di Fruitimprese nazionale e Veneto - abbiamo assistito a ulteriore incremento delle quotazioni delle patate, che evidenziano un trend rialzista. I prezzi alla produzione, a livello nazionale, sono tra il 50 e il 70% più elevati di quelli dello stesso periodo della stagione scorsa mentre per i tuberi esteri venduti in Italia le valutazioni sono circa il triplo”. 


Domenico Citterio

“La carenza di offerta legata a condizioni climatiche particolari, vale a dire la forte siccità che in Nord Europa ha causato rese bassissime, ha condizionato il settore sin dalle prime battute”, aggiunge Citterio. “Il mercato è partito bene in estate con le prime partite di prodotto venduto in campagna a 22 centesimi il chilo e con una media a chiusura di campagna di 20 centesimi/kg. All’inizio delle scavature all'estero, tra agosto e settembre, si è registrato nel complesso un importante aumento dei prezzi - pari al 30% circa - cui è seguito un ulteriore aumento - tra il 10 ed il 20% - intorno ad ottobre. Poi i prezzi sono rimasti sostanzialmente stabili fino a Natale. L’inizio dell’anno, ha regalato ulteriori aumenti”. 



A differenza della stagione 2017/18, quando i prezzi bassi dei competitor avevano zavorrato il prodotto italiano, in questa stagione l’Italia sta giocando una partita tutta sua, “nonostante qualche problema qualitativo sulle varietà più tardive”, precisa l’imprenditore veronese. Vivaci i listini anche nei Mercati all’ingrosso, che riflettono la situazione generale.

A fine mese-inizio febbraio dovrebbe entrare in scena il prodotto Nordafricano, ma è prematuro fare previsioni sull’impatto: “La carenza di patate da semina - annota Citterio - potrebbe condizionare i volumi dei Paesi del Sud del Mediterraneo”. 



E alle cipolle - altro articolo trattato dall’azienda Citterio - va ancora meglio: “In questo caso i prezzi sono circa 10 volte superiori a quelli che si pagavano lo scorso anno. In ambito europeo i volumi sono in calo del 30-40% mentre l’Italia ha subito perdite minori: anche in questo caso gode dell’effetto trascinamento. Dopo una campagna 2017/2018 disastrosa, gli operatori stanno recuperando con gli interessi, insomma. Quelli di patate e cipolle, del resto, sono mercati in cui oscillazioni molto contenute dei volumi disponibili hanno ripercussioni più che proporzionali sul prezzo”. 

Per quanto riguarda infine l’aspetto varietale e commerciale, Citterio sottolinea come, per le patate, le novità non manchino, tanto che si sta manifestando una notevole segmentazione di mercato. “Il problema - conclude - è che il consumatore non se ne rende conto perché si vende in maniera indifferenziata, limitandosi spesso a indicare la vocazione del prodotto in cucina in maniera molto generica ed imprecisa. E questo è un limite che frena lo sviluppo del settore ed i consumi. Servirebbe uno sforzo a valle della filiera, tra confezionatori e distribuzione finale, per garantire un’identità e far uscire una volta del tutto il prodotto dalla logica della commodity”.

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