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martedì 13 novembre 2018


Rivoluzione Eima, ecco il trattore ibrido

Macchine sempre più potenti e, al tempo stesso, sempre più raffinate e sensibili nei confronti di ambiente e sicurezza. Così si possono riassumere alcune delle innovazioni presentate a Eima, il salone internazionale delle macchine agricole di Bologna.
Tra queste, merita una segnalazione il trattore ibrido di Carraro Agritalia, premiato da FederUnacoma come Novità tecnica Eima 2018 e anche come Premio Blu Eima.

Secondo gli esperti sarà il trattore del futuro, ecologico ed economico. Il nome “Ibrido” è stato volutamente lasciato in italiano, per ricordare che il progetto è stato sviluppato all’interno dei centri R&D Carraro di Campodarsego (Padova) e di Rovigo, ed è quindi 100% Made in Italy.
A livello tecnico il nuovo veicolo rappresenta un vero punto di svolta nella meccanizzazione agricola dei trattori specializzati. Infatti, anche se a prima vista sembra identico a una macchina convenzionale da 105 CV, si basa su un’architettura di tipo parallelo complesso. Il motore endotermico e il motore elettrico sono cioè usati per la propulsione meccanica attraverso una trasmissione tradizionale. L’abbinata dei due motori permette di ottimizzare l’erogazione di potenza in funzione delle diverse tipologie di lavorazioni.
Così, all’interno di strutture chiuse e serre è sufficiente la modalità elettrica; nei trasferimenti su strada o senza traini/carichi particolarmente gravosi si procede con il solo diesel, mentre nel caso di trasporto con traino e carichi si può scegliere la modalità ibrida.



Il nuovo sistema Ibrido consentirà non solo di azzerare le emissioni (in full electric), preservare la qualità delle colture (grazie alle minori emissioni di anidride carbonica) e abbassare il livello di rumorosità e di vibrazioni, ma anche di avere una maggiore produttività, ridurre i consumi e diminuire i costi di manutenzione (per il minor utilizzo del motore endotermico).

Intanto, domenica pomeriggio la 43esima edizione di Eima International si è chiusa con numeri record. I visitatori hanno toccato quota 317mila, l’11% in più rispetto al 2016. In crescita anche il numero di operatori esteri – oltre 50mila con un incremento del 15% rispetto all’edizione scorsa – provenienti da 150 Paesi, per un evento che ha visto la partecipazione di 1.950 industrie espositrici e ha impegnato 375mila metri quadrati lordi di superficie.
“È un grande successo per la nostra Federazione e per la fiera di Bologna - ha dichiarato il presidente di FederUnacoma, Alessandro Malavolti - ma soprattutto per le industrie della meccanica agricola, un settore che sorprende per il livello tecnologico e che sta entrando nell’immaginario collettivo come un simbolo di progresso e di civiltà”. Se ne riparlerà dall’11 al 15 novembre 2020.

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