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giovedì 11 ottobre 2018


Composti rameici, Agrinsieme scrive a Centinaio e Grillo

“È impensabile, soprattutto per l’agricoltura biologica, ridurre ulteriormente la quantità massima di prodotti fitosanitari a base di rame utilizzabili annualmente per ettaro, senza peraltro lasciare agli Stati membri la necessaria flessibilità di intervento in funzione di particolari esigenze, quali le condizioni climatiche. Una decisione di questo tipo, infatti, sarebbe estremamente dannosa per le colture mediterranee, come la vite e l’ortofrutta, per le quali l’uso dei composti rameici è centrale in funzione della lotta alle patologie fungine e batteriche”. Così il coordinamento di Agrinsieme in una lettera inviata ai ministri della Salute Giulia Grillo, delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio e dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa in vista del voto, previsto il 23-24 ottobre, in sede di Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi dell’UE (Scopaff).

Nella lettera, firmata dal coordinatore Franco Verrascina, il coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari esprime preoccupazione per la procedura di rinnovo dell’autorizzazione dei prodotti fitosanitari a base di rame, il cui iter è attualmente in corso, e ribadisce la necessità che non venga ulteriormente ridotto il limite di sei kg per ettaro/anno, sia per l'agricoltura convenzionale che, in particolare, per quella biologica.

Agrinsieme chiede inoltre che venga concessa la possibilità di differenziare le dosi in relazione a specifiche fasce climatiche individuate dall’Unione Europea, come già avvenuto per l’impiego dei solfiti.

Il coordinamento, che è già intervenuta su questo argomento con lettera del 6 luglio 2018, ribadisce la propria disponibilità a collaborare con i ministeri competenti, il mondo scientifico e altri stakeholders, per lo sviluppo e la diffusione di soluzioni strutturali di medio periodo, come la ricerca di prodotti a basso impatto alternativi o integrativi al rame, e la costituzione e il rilascio di varietà tolleranti o resistenti alle malattie fungine.

Fonte: Ufficio stampa Agrinsieme


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