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giovedì 30 agosto 2018


Pomodoro da industria, seri problemi al Sud

Un nutrito gruppo di Organizzazioni di produttori del Distretto produttivo del Centro-Sud Italia si è riunito ad Ascoli Satriano (Foggia) presso la sede della OP Assodaunia per procedere a una analisi dello stato attuale delle consegne di pomodoro da industria. Da una attenta analisi dei dati disponibili è emerso che a oggi risultano raccolti circa il 60% delle superfici impegnate. I quantitativi avviati alla trasformazione non sono in linea con le superfici raccolte. In ragione dell'anomalo andamento climatico dei giorni scorsi, caratterizzato da frequenti e intense precipitazioni sull'intera area produttiva, si prevede una ulteriore significativa riduzione delle rese produttive per ettaro. 

Pertanto tutte le Organizzazioni di produttori riunitesi (Alma Seges, AOA, Apocsa, Apo Foggia, Apod, Apom, Apopa, Assodaunia, Assofruit, Fimagri, Conapo, Concoosa, La Palma, Ortofrutta Sol Sud, Terra Orti), esprimono viva preoccupazione per la difficoltà a rispettare gli impegni contrattuali assunti, oltre che per i risultati economici conseguibili dai propri associati.

Nel Nord Italia, nel frattempo, l'Organizzazione interprofessionale del pomodoro da industria ha reso noto il dato di metà campagna. E' di 1,4 milioni di tonnellate il quantitativo di pomodoro da industria lavorato sino ad oggi nella filiera settentrionale. Il quantitativo è stato annunciato dall’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna Simona Caselli in occasione dell’annuale visita alla filiera, che quest’anno ha riguardato le realtà produttive di Menù di Medolla (Modena), azienda completamente ricostruita dopo i terremoti del 2012 grazie alla esemplare determinazione della famiglia di Rodolfo Barbieri, e di Opoe-Gruppo Cavicchi di XII Morelli di Cento (Ferrara), guidata dal presidente Cristiano Cavicchi, che ha inaugurato un innovativo impianto evaporatore, in grado di contenere i consumi energetici ed il cui costo è stato finanziato, insieme ad altri interventi, al 40% con quasi due milioni di euro derivanti dal Psr dell’Emilia-Romagna.  

Gli incontri hanno coinvolto esponenti e tecnici della Regione, dell’associazione di imprese di trasformazione Anicav e delle Op Asipo, Apo Conerpo ed Apol. “Ad oggi - spiega il presidente dell’Oi Tiberio Rabboni - è stato trasformato quasi il 50% dei quantitativi di pomodoro contrattati con picchi maggiori di raccolta nel Ferrarese, dove in alcune zone siamo già al 60%, e valori più contenuti nell’area tra Parma e Piacenza dove ci attestiamo al 45%.  In generale, allo stato attuale, gli operatori della filiera stimano un possibile calo della produzione totale nell’ordine del 10% rispetto a quanto contrattato ad inizio campagna. Buono il dato del brix, ossia il grado zuccherino del pomodoro, che si attesta attorno ad un valore di 4.9. La compagna di quest’anno, che ha avuto inizio intorno alle metà di luglio e proseguirà indicativamente sino a fine settembre, è stata sin qui caratterizzata da un andamento molto sostenuto delle consegne di materia prima in stabilimento tanto che, facendo un raffronto con le annate passate, siamo più avanti di una settimana nell’andamento dei conferimenti. Non sono mancate alcune difficoltà legate al maltempo (in primis grandinate) che ha colpito soprattutto la zona della Lombardia, del Veneto ed il Ferrarese. Dal punto di vista agronomico abbiamo dovuto affrontare alcune problematiche per la presenza del ragnetto rosso nel Piacentino, avversità che si sta manifestando in modo sempre più severo e preoccupante tanto che come Oi abbiamo proposto alla Regione Emilia Romagna di studiare insieme un approccio condiviso che coinvolga tutti gli attori del territorio: istituzioni, università, consorzi fitosanitari, consorzi agrari, rivenditori di agrofarmaci ed associazioni ed operatori agricoli anche di altri settori per mettere a punto una strategia innovativa di carattere intercolturale che consenta una difesa efficace. Per il futuro vorremmo giungere ad un marchio che certifichi la qualità, l’eticità e la sostenibilità ambientale della produzione di pomodoro italiano su scala europea”. 

Fonte: Ufficio stampa Italia Ortofrutta - Organizzazione interprofessionale del pomodoro da industria del Nord Italia  


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