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mercoledì 30 maggio 2018


Nocciole, le aspettative per la nuova campagna

Secondo le previsioni appena rilasciate dall'International Nut and Dried Fruit Council (Inc), l'offerta mondiale di nocciole nella campagna 2018/19 si attesterà a 1,23 milioni di tonnellate, in leggero incremento rispetto al dato della scorsa stagione (1,20 milioni).

"Questa previsione potrebbe portare a prezzi di inizio campagna prudenti", spiega a Italiafruit News Giampaolo Rubinaccio, produttore di nocciole e coordinatore "area frutta a guscio" dell'Organizzazione interprofessionale Ortofrutta Italia.

Per la Turchia, primo Paese di produzione a livello globale, l'Inc ha stimato una raccolta di 640mila ton - in decisa riduzione sul 2017/18 (750mila ton) - e uno stock esistente di 170mila ton. Segue in seconda posizione l'Italia con una offerta complessiva pari a 122mila ton, di cui 115mila ton legate al nuovo raccolto.




"Gran parte delle scorte turche - tiene a specificare Rubinaccio - non sono in mano a privati, ma all'azienda di stato Tmo, che non è obbligata a commercializzare il prodotto in questa stagione. I produttori della Turchia, infatti, stanno operando in un contesto sfavorevole per effetto della svalutazione della lira nazionale, scesa ai minimi storici".

"In Italia - evidenzia ancora Rubinaccio - la coltivazione del nocciolo è in progressiva espansione e tocca anche nuove regioni di produzione come Liguria, Basilicata e Umbria. C'è da dire poi che le varietà tardive, ad oggi, non hanno ancora espresso la loro capacità produttiva, pertanto solo nei prossimi dieci giorni potremo avere un quadro più chiaro e aggiornato sulla produzione nazionale".

Il terzo e il quarto gradino della classifica mondiale sono occupati da Georgia (85mila ton) e Azerbaigian (77mila ton), due Paesi che possono contare su impianti giovani per la produzione industriale di alta qualità. "La Georgia l'anno scorso ha subito seri problemi a causa della diffusione della cimice asiatica, ma rimane il principale competitor dell'Italia sul fronte della qualità".

Per quanto riguarda le restanti posizioni, va segnalato il forte incremento della produzione Usa, che salirà a quota 50mila ton rispetto alle 30mila ton del 2017/18. "Mi meraviglia - conclude Rucinaccio - la stima della Cina (novemila ton, ndr), che considero sottostimata".

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