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giovedì 7 giugno 2018


Morti sui trattori, la brutta pagina dell'Italia

Numeri da allarme rosso per le morti su trattori agricoli. Come si evince dall'Osservatorio "Morti verdi" dell'Asaps - Associazione sostenitori amici Polizia stradale, ndr - agenzia di sicurezza di Forlì che raccoglie i dati nazionali degli incidenti gravi con trattori, la situazione è drammatica. Dal 2010 a oggi si contano infatti 1.441 morti, di cui oltre il 65% negli appezzamenti coltivati e la restante quota sulle strade adiacenti, in particolare quelle interpoderali e comunali. In tutto, negli ultimi otto anni, gli incidenti gravi sono stati più di 3.100: in pratica si registra un infortunio al giorno e un decesso ogni due giorni.

"Ormai si deve parlare di massacro - chiosa Giordano Biserni, presidente dell'Asaps - Termine duro, ma che corrisponde alla realtà dei fatti. Stiamo parlando di un fenomeno abbastanza incontenibile, una mattanza che non suscita ancora l'attenzione che meriterebbe. Le cifre, che raccogliamo da fonti giornalistiche, agenzie e forze di Polizia, parlano da sole...".

Nel 2017 l'Asaps ha contato 403 incidenti, quasi l'identico numero del 2016, con 178 morti, in aumento del 7% rispetto alle 166 vittime dell'anno prima e 282 feriti. Nel 36% degli incidenti alla guida del mezzo c'era una persona over 65. Al primo posto come numero di incidenti balza il Veneto con 41 incidenti, seguono la Lombardia con 40 e il Piemonte con 36, poi l'Emilia Romagna e la Toscana con 32, la Campania con 31, le Marche con 24, il Lazio e la Sicilia con 23, Umbria 19, Puglia 14, Liguria 13 e poi tutte altre.

E il 2018 non è iniziato meglio. "Nel primo trimestre - evidenzia Biserni - sono già morte 24 persone".

L'evoluzione delle "Morti verdi" (Osservatorio Asaps)



"Per fermare questa emergenza sanitaria - osserva il presidente - è fondamentale avere mezzi adeguati e conoscere come poter evitare il loro ribaltamento nei vari tipi di terreni e condizioni. Le morti, nella maggior parte dei casi, potrebbero essere scongiurate con l'utilizzo degli strumenti di sicurezza già obbligatori come l'arco, le cinture o le cabine protette. Per questo occorre intervenire fattivamente sulla formazione degli agricoltori: purtroppo, lo slittamento al 31 dicembre 2018 dell'entrata in vigore delle disposizioni sul patentino non aiuta. Negli ultimi vent'anni - conclude - l'Italia ha fatto tanto in materia di sicurezza stradale, bisogna quindi seguire questa strada e tenere alta l'attenzione dei media e della politica".

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