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martedì 22 maggio 2018


Ortofrutta biologica, nei supermarket spuntano le «isole»

Bio Bank, la banca dati del bio, ha pubblicato il Focus Supermercati & Specializzati 2018 che mette a confronto i due canali distributivi. Nelle 78 pagine digitali del Focus (sfogliabili qui), ricche di dati e infografiche, si trovano anche informazioni utili per il nostro settore. In particolare, hanno proprie aree bio dedicate la frutta e la verdura a marchio Auchan bio, Bennet bio, Carrefour Bio, Verso Natura Bio Conad, Vivi Verde frutta e verdura Coop, Despar Scelta verde e bio,logico, Esselunga bio, Pam Panorama e così di seguito.
Nel Focus sono poi aggiornati al 2017 il censimento delle catene della Gdo con una propria marca bio (alimenti e cosmesi) ed equo, la crescita del numero di referenze dal 2001 al 2017, le catene leader, come anche la crescita dei negozi bio dal 1993 al 2017, le reti e le aggregazioni, le regioni e le province leader.

La storia
L'arrivo del fresco sugli scaffali dei supermercati, con le relative implicazioni logistiche, ha segnato un passaggio importante nella storia della Gdo. Nel 1993, due anni dopo l'entrata in vigore del regolamento europeo, Coop effettua un test introducendo l'ortofrutta bio in due supermercati del Veneto. Nel 1995 l'esperienza sfocia nella nascita del marchio ombrello Naturali Biologici sotto il quale l'insegna presenta l'ortofrutta a marchio di vari produttori. Un approccio lungimirante ma graduale, che ha coinvolto un numero sempre maggiore di punti vendita Coop e spinto altre catene distributive sulla stessa strada, in primis Conad e Billa.
Così, anno dopo anno, sono aumentati i supermercati con ortofrutta bio: 130 nel 1996, 624 nel 1999 fino ai 1.439 del 2000.

Il "sorpasso"
Ma l’anno zero per il biologico in supermercati e specializzati è stato il 2015. Dopo il sorpasso di vendite bio del 2014 (855 milioni di euro nei supermercati contro 761 nei negozi bio) e il testa a testa del 2015 (873 contro 862), il 2016 svetta (1.191 contro 892) con incrementi a due cifre per i supermercati (+36%) rispetto ai negozi (+3%).
La corsa alle Mdd di alimenti bio ne è una conferma, visto che le referenze si sono moltiplicate per cinque, passando dalle 644 del primo censimento Bio Bank del 2001 alle 3.529 del 2017.

Oggi le prime tre catene, sulle 22 censite, sono Coop con 604 prodotti, Iper con 371 e Carrefour con 308. Le referenze medie per catena salgono a quota 160 rispetto alle 136 del 2015. L’offerta complessiva è ovviamente molto più vasta, se si sommano i prodotti bio a marchio dei produttori.
Dieci sono, invece, le catene con private label equosolidali rilevate, per un totale di 62 referenze, con una media di dieci referenze per catena.

I negozi bio, abituati alla crescita delle vendite con tassi a due cifre, oggi devono confrontarsi con una nuova sfida. Un confronto impari se giocato solo sul versante dei prezzi, ma gli specializzati custodiscono, insieme al mondo produttivo, la storia del biologico in Italia. Una storia che richiede personale motivato e preparatissimo; rapporti privilegiati con i produttori; assortimento ampio e profondo e una gamma eccezionale di freschi e freschissimi.



Quest'anno, per la prima volta, Bio Bank pubblica il primo censimento delle aggregazioni di negozi: da quelle esclusivamente commerciali e promozionali fino al franchising. Fenomeno che riguarda 912 negozi bio sui 1.437 censiti, con un’incidenza del 63%, in crescita lenta ma progressiva.

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