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giovedì 26 aprile 2018


Il dopo «Burian» della frutta spagnola

La regione di Murcia stima di perdere almeno il 20-30% del proprio raccolto di frutta estiva, complici le due ondate gelo siberiano di febbraio e marzo che hanno compromesso la produzione di circa 70-80mila tonnellate di albicocche, pesche, nettarine e pesche piatte a maturazione precoce ed extra-precoce. Questa la previsione della Direzione generale delle produzioni e dei mercati agrari del ministero dell'Agricoltura di Murcia, resa nota a Madrid in occasione di un incontro sulle prime indicazioni produttive e commerciali della campagna 2018.

L'ente regionale ha calcolato un ritardo stagionale di circa sette giorni rispetto ad altre aree produttive della Spagna. Il forte freddo invernale determinerà poi una durata più breve della campagna di pesche e nettarine, la quale registra un ritardo di 8-10 giorni rispetto al normale calendario.

"Delle 380mila tonnellate di frutta prodotte a Murcia - dice Antonio Moreno dell'Unione dei Piccoli Agricoltori (Upa) - quest'anno ne avremo circa 300-310mila, sempre se il resto dei volumi saranno confermati. Ciò non è sicuro, perché gli agricoltori stanno incontrando il problema della pessima allegagione. Siamo fiduciosi che i prezzi possano essere più elevati rispetto al 2017".

"Il ritardo della raccolta di qualche giorno - evidenzia Esperanza Ramírez, responsabile dell'organizzazione agricola Coag per la regione di Murcia - favorirà la commercializzazione del prodotto, dal momento che le varietà avranno una produzione molto più graduale rispetto allo scorso anno". 

La stagione raggiungerà il picco tra maggio e luglio, anche se alcune aziende proseguiranno le operazioni fino a settembre. "La raccolta dell'albicocca inizierà a maggio e in alcune delle nostre aziende, che coltivano varietà tardive, terminerà nel mese di agosto", spiega Juan Pedro Martinez, presidente della cooperativa Frutas Caravaca che rappresenta quasi l'85% della produzione di albicocche e pesche della comarca del Noroeste. "Assumeremo 1.500 raccoglitori di frutta e 80-100 persone nei nostri magazzini".

Buone prospettive occupazionali vi sono anche nelle quindici aziende commerciali della Vega Alta, distribuite nei comuni di Abarán, Cieza e Blanca, che dovrebbero dare lavoro a 10mila persone. "Tra Calasparra ad Archena - spiega Joaquín Gómez, presidente dell'Associazione dei produttori e degli esportatori Apoexpa - saranno commercializzate 195mila tonnellate. di cui 30mila di albicocche, 70mila di pesche piatte, 25 mila di pesche,  60mila di nettarine e 10mila di prugne".

Fonte foto: Marcial Guillén, Efe


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