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mercoledì 21 marzo 2018


Fragole e piccoli frutti, avanti tutta

Il settore dei berries (fragole e piccoli frutti) continua a crescere in tutto il mondo, dai mercati più maturi dell'Europa e degli Usa, fino a quelli in forte sviluppo dell'Asia. I dati aggiornati sulla produzione, il commercio e il consumo di questa categoria sono stati presentati durante la sessione d'apertura del Global Berry Congress, evento internazionale iniziato ieri a Rotterdam (Olanda), organizzato da Eurofruit e supportato da Fruit Logistica.

"Il settore globale dei berries è ancora in crescita - ha spiegato Cindy van Rijswick di Rabobank - Nell'Europa occidentale, ad esempio, questo mercato sta registrando una crescita dell'8% rispetto al +1% dell'intero comparto frutticolo".

Lo "snacking" spinge i consumi

L'incremento dei consumi nel mondo è guidato dalla tendenza verso la snackizzazione dell'alimentazione. "Siamo ormai diventati - ha evidenziato van Rijswick - una società di snackers. I berries si adattano bene al trend degli spuntini, destinato a continuare anche in futuro". Un futuro che, secondo la delegata di Rabobank, sarà contrassegnato da due importanti sfide che riguardano la sostenibilità: la riduzione delle applicazioni di prodotti fitosanitari e la diffusione di packaging e soluzioni di confezionamento maggiormente green.



Ma veniamo ora ai numeri chiave su produzione e commercio, esposti da Mihai Ciobanu, Ceo di Fresh4cast, azienda di Londra specializzata in previsioni tramite intelligenza artificiale.

Dal 2000 a oggi, ha detto Ciobanu, la produzione globale dei berries è raddoppiata, toccando 13,4 milioni di tonnellate nel 2017. In base alle stime previsionali, da qui al 2020 dovrebbe  salire a 15,4 milioni di tonnellate. Sul fronte del commercio mondiale della categoria si evidenzia invece una crescita tripla rispetto al 2000, per un totale di 1,8 milioni di tonnellate nel 2017. Le esportazioni, stando alle proiezioni di Fresh4cast, aumenteranno fino a 2,1 milioni di tonnellate entro il prossimo triennio.

Il focus su fragole, lamponi, mirtilli e more

Tra i prodotti la fragola rimane il leader incontrastato del settore con una produzione che, nel 2017, si è attestata a 9,7 milioni di tonnellate, in crescita di oltre 100% rispetto al 2000. Nei prossimi tre anni, secondo le previsioni, si raggiungeranno circa 11,3 milioni di tonnellate, mentre l'export - che oggi pesa per 1 milione di tonnellate - salirà a 1,1 milioni di tonnellate.

Anche l'aggregato che include lamponi e more registra, rispetto al 2000, una crescita produttiva superiore al 100%, a totalizzare 1,3 milioni di tonnellate. Che diventeranno 1,4 milioni nel 2020. Per l'export, al contempo, si attende sempre una crescita di 100mila tonnellate, passando dalle attuali 300mila (6,4 volte in più del 2000) a 400mila tonnellate.

Il mirtillo è un altro dei berries più influenti del mondo. La sua produzione dovrebbe aumentare fino a 2 milioni di tonnellate nel 2020, contro le 1,7 milioni di tonnellate odierne (2,5 volte in più del dato 2000). In merito al commercio internazionale, invece, Fresh4cast stima un incremento pari a 100mila tonnellate nel prossimo triennio, quando si dovrebbe raggiungere la quota di 600mila tonnellate.


"Dai nostri dati - ci spiega Michele Dall'Olio, curatore dello studio di Fresh4cast - si può notare come la fragola sia un prodotto che si presta meno al trade rispetto ai piccoli frutti: solo il 10% della produzione mondiale di fragole viene destinato all'esportazione, mentre mirtilli, lamponi e more registrano incidenze molto più elevate".

Il ruolo fondamentale dell'Asia

Nel futuro più prossimo, l'Asia - e in particolare la Cina - giocherà un ruolo fondamentale per contendersi la produzione mondiale di piccoli frutti e il proprio consumo. Uno dei prodotti più ambiti è il mirtillo.

"Nei mercati asiatici - ha evidenziato Ciobanu - i prezzi dei mirtilli del Cile (primo fornitore mondiale, ndr) sono stabili, ma nettamente superiori ai livelli dell'Europa e degli Usa. La domanda cinese per questo prodotto è inoltre in crescita esponenziale. Un futuro incremento delle esportazioni cilene verso l'Asia andrà sicuramente a influenzare il mercato sia in Europa che negli Usa, specialmente nel periodo di gennaio e febbraio", ha concluso il Ceo di Fresh4cast.

L'evento, che si conclude stamani, ha visto la partecipazione di quasi 500 delegati dell'intera filiera dei berries, provenienti da 40 diversi Paesi.



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