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venerdì 31 marzo 2017


A Macfrut per «toccare con mano il futuro»

Manca poco più di mese alla 34esima edizione del Macfrut, la terza a Rimini Fiera, che si terrà per la prima volta in primavera dal 10 al 12 maggio prossimi. Il patron Renzo Piraccini (nella foto) tratta con Italiafruit News le principali novità della kermesse in ottica di innovazione, di visitatori ed espositori previsti, ma anche di strategie future. Strategie che porteranno Macfrut a essere sempre più fiera globale e integrata con l'intera filiera.

Presidente, l'innovazione è da sempre uno dei fattori critici di successo per una manifestazione fieristica. Quali sono, in assoluto, gli aspetti più innovativi dell'edizione 2017?
E' opportuno premettere, come ho già detto più volte in passato, che siamo nel pieno di una vera e propria rivoluzione vegetale che interessa soprattutto le orticole. Macfrut vuole dare il senso del cambiamento. Senza dubbio, quindi, il primo elemento d'innovazione di questa edizione riguarda l'offerta di germogli e di microgreens. Quest'anno esporranno tutti i leader mondiali di questo comparto, tra cui le aziende olandesi Theo van der Plas, che opera con 15 stabilimenti nel mondo, e Koppert Cress. Grazie all'accordo strategico di integrazione con Assosementi, parteciperanno poi tutte le principali aziende sementiere che operano in Italia, con stand importantissimi di società che non avevano mai partecipato. Un esempio su tutti: il gruppo Suba Seeds, tra i primi produttori mondiali di sementi per germogli e microgreens. Il nostro obiettivo è realizzare l'area dedicata "Macfrut Seeds" nel 2018.
Un secondo aspetto fortemente attrattivo riguarda le tecnologie, che rappresentano il cuore pulsante dell'innovazione. In fiera si potrà toccare con mano il futuro. Presenteremo un campo prova per le tecnologie per l'orticoltura 4.0; avremo nuovi modelli di serre verticali: non un prototipo come è stato presentato all'Expo, ma vere proposte commerciali. Ci saranno anche elettrodomestici per la coltivazione dei microgreens nei terrazzi e nelle cucine di casa. In anteprima mondiale, saranno poi esposti degli scaffali per la Gdo dove si potranno produrre e vendere diverse tipologie di ortaggi. La fiera, quindi, ragionerà sul concetto di "centimetro zero".

Ormai manca un mese alla 34esima edizione. Come giudica i risultati sin qui raggiunti anche in merito alle presenze internazionali che prospettate?
Il settore ortofrutticolo mondiale ha già percepito il cambio di passo delle ultime due edizioni, in quanto il lavoro svolto ci ha portato a risultati inimmaginabili. Siamo euforici. Quest'anno ospiteremo almeno 1.200 buyer internazionali; ad oggi, quasi 500 buyer hanno già confermato la loro presenza. Le più importanti catene distributive a livello mondiale saranno tutte in fiera con i loro compratori, interessati in particolare al mondo delle sementi, al biologico e ad alcuni segmenti di mercato in forte sviluppo. Dalla Cina, solo per fare un esempio, arriveranno più di 30 delegati tra buyer e importatori con elevato potere decisionale.
Dal punto di vista espositivo abbiamo già venduto il 95% degli spazi, con un Padiglione in più rispetto alla scorsa edizione. E a crescere saranno soprattutto gli espositori provenienti dall'estero: +33% rispetto al 2016.
Insomma, Macfrut 2017 sarà la fiera giusta per riuscire a conoscere nuovi contatti commerciali così come nuove aziende efficienti e innovative che attualmente non è possibile incontrare nelle altre fiere internazionali dell'ortofrutta.

L'ottimo andamento di Fruit Attraction in Spagna è coinciso negli anni con il forte sviluppo dell'export iberico di ortofrutta; anche da quanto il Macfrut si è spostato a Rimini Fiera le esportazioni italiane di frutta e verdura sono riprese a crescere e hanno raggiunto un livello record nel 2016. C'è una relazione tra queste tendenze - come suggerivo in un articolo di novembre 2015 - o è solo una "buona" coincidenza?
Sì, c'è una relazione diretta. La maggiore parte degli operatori e delle organizzazioni italiane ha capito che una fiera internazionale è un volano eccezionale per l'esportazione di un settore.
I motivi del nostro successo sono il frutto dello straordinario lavoro che hanno fatto soprattutto gli espositori di Macfrut e i tanti amici che abbiamo. Il prossimo anno credo che faremo almeno dieci presentazioni internazionali del Macfrut, perché vogliamo spingere sempre più forte sulla strada dell'internazionalizzazione e della promozione.
Sono veramente convinto che Macfrut nel giro di poco tempo ritornerà alla leadership mondiale del settore ortofrutta, sia perché c'è una forza prorompente di alcuni anelli della supply chain (sementi, meccanica, ecc.), sia perché la nostra fiera rappresenta il modo più semplice e rapido per interconnettere le imprese tra loro, soprattutto in ottica di filiera.

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