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venerdì 17 marzo 2017


Fragole, il Sud Italia può crescere ancora

Le fragole di Mediterraneo Group - il network di imprese nato per valorizzare le produzioni ortofrutticole dei partner della cooperativa Apofruit – sono prodotte in Campania e, in quantità ridotte, in Sicilia. Novemila tonnellate l’anno destinate per il 30% all’export. Italiafruit News ne parla con il presidente, Pietro Ciardiello, che è anche direttore della Cooperativa Sole con sede a Parete, in provincia di Caserta.
 
“In Sicilia – spiega Ciardiello - produciamo fragole da novembre a febbraio; la varietà prescelta, per la sua precocità e la tecnica di produzione a cime radicate, è quasi esclusivamente Florida Fortuna. Non appena le condizioni climatiche virano al caldo, però, partiamo con la nuova produzione campana. Se nel Salernitano si lavora con le piante a cime radicate, in provincia di Napoli e di Caserta si utilizzano le piante frigo e fresche. Al 60% si parla della varietà Sabrina, ma stiamo valutando anche altre tre varietà (una è Melissa, ndr) e almeno un paio di selezioni, che potrebbero rivelarsi interessanti”.

Ormai la produzione è ininterrotta, 12 mesi l’anno, con un picco tra aprile e maggio, ma per Ciardiello è un altro il punto di forza della fragolicoltura campana: “Si tratta di una produzione molto articolata - dice - che si ottiene con due-tre tecniche differenti, cultivar di diversa provenienza e adatte a differenti condizioni pedoclimatiche. Come se non bastasse, destinate a differenti mercati. C’è insomma una elevata specializzazione e adattabilità, in termini di pezzatura, colore e sapore. Fermo restando che il denominatore comune è sempre lo stesso, devono essere buone. Ma, se puntiamo sulla diversità, la fragolicoltura del Sud Italia può ancora crescere”.

“Il consumo da noi è più legato alla stagionalità, all’estero meno, quindi in certi periodi esportiamo solamente – spiega il presidente di Mediterraneo Group – In Nord Europa piace la fragola italiana, da parte nostra dobbiamo cercare di recuperare la premialità dei nostri frutti  e farla durare qualche giorno in più. Due giorni in più di shelflife, per esempio, in termini logistici ci permetterebbero una ulteriore competitività nei confronti delle fragole spagnole, sulle quali abbiamo già un vantaggio di 48 ore, viste le distanze più brevi per noi”.

Ma allora perché in determinati periodi, sia in Italia che all’estero, è preferito il prodotto spagnolo? “Perché quando la domanda è per grandi volumi, noi non siamo sempre in grado di garantirli. La Spagna lavora con Florida Fortuna, che si contraddistingue per l’elevata produttività, noi puntiamo sulla qualità. Anche se la varietà ideale non esiste, stiamo selezionando cultivar che si distinguano per il sapore, il colore, la croccantezza e, non trascurabile, la tolleranza alle principali malattie. La coltivazione senza chimica, infatti, non è così lontana e se ora il biologico rappresenta il 3% della nostra offerta, contiamo di arrivare presto al 10-15%”.

Mediterraneo Group commercializza le proprie fragole a marchio “Fragola italiana” e “Sabrina” in confezioni monostrato da 300 e 500 grammi. C’è poi un nuovo packaging da 400 grammi, studiato appositamente per la partecipazione ad eventi.

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Raffaella Quadretti
Editorial Manager Agroter
raffaella@agroter.net

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