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giovedì 16 marzo 2017


Terre agricole, nasce la banca nazionale online

Una mappatura dei terreni agricoli per valorizzare il patrimonio fondiario pubblico e incentivare l'imprenditoria giovanile. E' l'obiettivo della nuova Banca delle terre agricole, il portale presentato in una conferenza stampa ieri a Roma dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina.
La vetrina è online da oggi sul sito dell'Ismea con i primi ottomila ettari di terreni di proprietà dell'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare e sarà aperta a tutti i soggetti pubblici che vorranno inserire i loro beni per realizzare un catalogo unico nazionale. A illustrare l'iniziativa, oltre al ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, erano presenti la senatrice Maria Teresa Bertuzzi, capogruppo Pd in commissione Agricoltura, l'assessore all'Agricoltura della Regione Lazio, Carlo Hausmann, il presidente e il direttore generale di Ismea, Enrico Corali e Raffaele Borriello, e il direttore dell'Agenzia del Demanio Roberto Reggi.

"La Banca delle terre agricole può rappresentare uno strumento fondamentale per rispondere alla richiesta di terreni e valorizzare al meglio il patrimonio fondiario pubblico – ha detto il ministro Martina - Dopo anni di attesa si parte. Dobbiamo stimolare in ogni modo la crescita delle nostre produzioni, consentendo soprattutto ai giovani di poter avere un accesso alla terra e al credito semplificati".

"Come Governo - ha aggiunto  Martina - abbiamo messo in campo strumenti utili per gli under 40, come i mutui a tasso zero per gli investimenti, l'aumento del 25% degli aiuti europei e soprattutto, con l'ultima legge di bilancio, l'esenzione totale dal pagamento dei contributi previdenziali per i primi tre anni di attività per le nuove imprese agricole condotte da giovani.

"La Banca delle terre – ha dichiarato Reggi - è un'occasione preziosa per dare la massima visibilità alle aree agricole che ancora devono trovare una collocazione di mercato L'Agenzia del Demanio ha individuato quasi 1.500 terreni, per una superficie complessiva di 2.500 ettari e ne ha già messi a bando quasi la metà, per un valore di 3 milioni di euro, grazie al progetto Terrevive sviluppato con il ministero dell'Economia e il Mipaaf". Un'iniziativa nata per riportare a nuova vita i terreni a vocazione agricola sparsi su tutto il territorio nazionale e trasformarli in un'occasione di lavoro soprattutto per le nuove generazioni: gli under 40, oltre ad avere un diritto di prelazione, possono ottenere i terreni a prezzi calmierati. "Per quest'anno - ha continuato Reggi - abbiamo in programma di mettere sul mercato tutti gli altri terreni individuati e stiamo studiando soluzioni che consentano di semplificare le procedure di vendita e renderle più accessibili".

Agia-Cia, in Italia giovani frenati da alto costo delle terre
Per facilitare l'ingresso di nuove leve in agricoltura bisogna prima di tutto agevolare l'accesso al bene terra. In un Paese segnato dalla scarsa mobilità fondiaria, acquistare a prezzi di mercato è quasi impossibile: se in Francia un ettaro costa in media 5.500 euro e in Germania 6.500 euro, in Italia un ettaro di terreno viaggia mediamente intorno ai 18mila euro. Anche l'affitto, soprattutto in alcune zone a forte caratterizzazione produttiva e territoriale, è proibitivo. Ecco perché è importante la nascita della Banca delle terre agricole, che mette a disposizione soprattutto dei giovani il patrimonio pubblico. Così l'Agia, l'associazione dei giovani imprenditori agricoli della Cia-Agricoltori Italiani, in merito al progetto presentato ieri. L’auspicio è che la Banca delle terre agricole possa contribuire a generare nuova occupazione under 40 in un comparto fondamentale del Paese che, tra produzione e industria, vale il 15% del Pil. D'altra parte, aggiunge l'Agia, la questione del ricambio generazionale in agricoltura è una priorità imprescindibile e passa proprio attraverso la capacità di incentivare i giovani a entrare nel settore.

Coldiretti, con 50mila agricoltori under 35, Italia leader Ue
Con 50.543 imprese condotte da under 35 l’Italia è leader in Europa per numero di giovani in agricoltura, dove hanno portato profonde innovazioni con attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche all’agricoltura sociale, l’agribenessere, la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili. E’ quanto emerge da uno studio della Coldiretti divulgato ieri in occasione della presentazione della Banca delle terre agricole. Secondo l’indagine della Coldiretti/Ixé, le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore alla media di oltre il 54%, un fatturato più elevato del 75% e il 50% in più di occupati per azienda. Ma, insieme alla burocrazia e all’accesso al credito, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè la disponibilità dei terreni rappresenta il principale ostacolo alle aspirazioni dei tanti giovani che vogliono lavorare in agricoltura, con il 50% delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani che ha bisogno di disponibilità di terra in affitto o acquisizione.

“Con l’avvio dei bandi previsti dai piani di sviluppo rurale approvati dall’Unione Europea ci sono opportunità di insediamento nell’agricoltura italiana per almeno ventimila giovani fino al 2020”, ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, che ha aggiunto: “abbiamo di fronte una occasione forse irripetibile per sostenere il grande sforzo di rinnovamento dell’agricoltura italiana e la competitività delle impese, ma occorre un dialogo costruttivo con la pubblica amministrazione per rendere più agevole e veloce l’accesso alle misure previste”

Verrascina “Bene Banca delle terre, ma ora mappatura patrimonio fondiario pubblico”
“La nascita della Banca delle terre agricole e del progetto di mappatura delle terre può dare un contributo significativo sul versante del ricambio generazionale” ha commentato Franco Verrascina, presidente della Copagri.
 “Riteniamo che gli strumenti individuati e riproposti dal Ministro possano contribuire a dare le giuste risposte ai tanti giovani che vogliono investire in agricoltura. Ma saranno importanti anche le azioni per favorire l’accesso dei giovani alla terra e, soprattutto, l’accesso al credito semplificato. Tuttavia, si parla solo di 241 aziende e 8mila ettari di terreno di proprietà di Ismea. I numeri ventilati in questi anni sono ben altri e, visto che tuttora non si conoscono gli Enti interessati, i terreni e l’effettiva disponibilità, diventa necessario sin da subito fare la mappatura del patrimonio fondiario pubblico e definirne  la reale disponibilità”.

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