eventi
HORTI CHINA
Quingdao
19-21 Settembre 2019
FRUIT ATTRACTION
Madrid
22-24 Ottobre 2019
FUTURPERA
Ferrara 
28-30 Novembre 2019
FRUIT LOGISTICA
Berlino
5-7 Febbraio 2020
MACFRUT 
Rimini
5-7 Maggio 2020
SIAL
Parigi 
18-22 Ottobre 2020 
INTERPOMA
Bolzano 
19-21 Novembre 2020

leggi tutto

lunedì 26 settembre 2016


Fitofarmaci, lavare e sbucciare la frutta non basta

L’associazione francesi dei consumatori Que choisir ha commissionato uno studio (ripreso online anche da Il Test-Salvagente) per capire se lavare e sbucciare frutta e verdura è sufficiente a rimuovere, del tutto o almeno in parte, i residui chimici dei fitofarmaci. Ebbene, le analisi di laboratorio condotte su 150 campioni - alcuni dei quali provenienti anche dall’Italia - hanno rilevato la presenza di residui di oltre 500 antiparassitari e anticrittogamici. E frutti quali mele, pere, uva e fragole hanno mostrato una percentuale dell’80% di contaminazione.

Nello specifico, poi, dal nostro Paese sono stati esaminati 19 lotti di uva (12 dei quali di varietà bianche e 7 di varietà nere), e tre di pere. Se si escludono le uve coltivate con metodo biologico, per le quali ovviamente non si segnalano problemi, sembra che i grappoli coltivati con metodo convenzionale abbiano presentato qualche “anomalia”. In particolare, due lotti sono risultati “scarsi”, l’equivalente dell’avere più di dieci molecole, molte delle quali “fortemente sospettate di essere agrofarmaci”, o anche di “qualche probabile sostanza chimica cancerogena”, o di “limite massimo di residui superato”. Ancora meno entusiasmanti le performance delle pere sotto osservazione (tutte non biologiche): solo una risulta “buona”, seguita da “medio” e un “mediocre”.

Per quanto riguarda la possibilità di eliminare i residui risciacquando e sbucciando la frutta, Que choisir ha eseguito un test su otto lotti di mele, dividendo ognuno di essi in tre gruppi: uno analizzato allo stato grezzo, un altro dopo il lavaggio (sciacquando le mele sotto un getto d’acqua per 10 secondi) e il terzo dopo essere stato sbucciato.

I risultati sono alquanto deludenti: sui campioni non lavati sono state rilevate nove molecole; sule mele lavate ne sono state individuate otto (con la quantità complessiva che diminuisce del 12%), mentre nei frutti sbucciati sono state trovate sei molecole (e i quantitativi sono dimezzati).
Secondo l’associazione francese, esistono due tipi di motivazioni. Innanzitutto, si tratta di prodotti “sistemici”, vale a dire trattamenti i cui principi attivi possono venir assorbiti da radici o dalle foglie per essere traslocati nel resto degli organi della pianta (e quindi anche nel frutto). I fitofarmaci che invece restano sulla parte esterna del frutto sono poco solubili in acqua.

Copyright 2016 Italiafruit News


a cura della Redazione

Altri articoli che potrebbero interessarti: