Uva da tavola, la Puglia gioca in casa: nuova società per l'innovazione varietale

Agronomi, breeder e aziende puntano sulle seedless con Grape&Grape Group

Uva da tavola, la Puglia gioca in casa: nuova società per l'innovazione varietale
Un breeder, uno studio di agronomi e sei imprese di produzione e commercializzazione ortofrutticola. Sono questi i tre pilastri su cui è nata Grape&Grape Group, una nuova società che si occupa di ricerca e innovazione sull'uva da tavola: un esempio di aggregazione – non scontata nel settore – in Puglia.

Il breeder è Stefano Somma, gli agronomi sono quelli di Agriproject, mentre le sei aziende coinvolte sono: Azienda agricola Fratelli Laporta, Op Secondulfo, Dr. Franco PignataroFrudis, Gruppo Frava e Sop (Società ortofrutticola polignanese). Tutte aziende che, come spiega a Italiafruit News Massimiliano Del Core, presidente della Grape&Grape e responsabile commerciale della Pignataro, hanno tra i 200 e i 250 ettari di uva da tavola ciascuna.



“Il progetto è formato da chi si occupa di ricerca pura, da chi segue la sperimentazione in laboratorio e in campo e da chi produce e commercializza l'uva da tavola: tutte realtà pugliesi”, sottolinea con orgoglio Del Core. “Il progetto è fortemente radicato sul territorio, proprio perché le varietà di uva che sperimenteremo le vogliamo mettere alla prova nel nostro territorio, col nostro clima; questo per avere un vantaggio rispetto a chi, da molto lontano, prova a vendere ai nostri produttori determinate varietà”.

Ma come è nata l'idea di costituire questa nuova società? “Tutte e sei le aziende nutrivano la stessa esigenza, quella di affrancarsi dalla logica delle imposizioni di royalties da parte dei soliti noti – risponde il presidente di Grape&Grape –. Inoltre l'uva Italia, in Puglia, sta arrivando alla fine del proprio ciclo e quindi ci sono impianti più che ventennali da rigenerare e trasformare. Le aziende hanno cercato una soluzione in casa, così si sono unite credendo nel lavoro di Somma e di Agriproject, tanto da volerlo implementare. Abbiamo acquisito i brevetti di tre varietà di uva da tavola apirena: Apulia Rose, Luisa e Fiammetta; e poi continueremo a far ricerca. Contiamo di arrivare, nel giro di cinque anni, a brevettare altre varietà. Nel businessplan abbiamo stimato un investimento di 400/500 mila euro nel prossimo lustro. Un impegno serio che evidenzia la necessità di nuove ricerche”.

E verso quali direttrici si orienterà la ricerca? “Puntiamo sulle varietà seedless – risponde Del Core – e ci siamo posti tre obiettivi: l'apirenia, la capacità di dare buone rese al produttore e il miglioramento della conservabilità senza perdere le caratteristiche organolettiche. Un modo per allungare la campagna commerciale. La logica è quella di incentivare gli investimenti in trasformazione. Non vogliamo ottenere varietà che terremo solo per noi – conclude Del Core - ma le vogliamo gestire sul territorio e per il territorio”.

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