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lunedì 11 aprile 2016


Carota novella di Ispica, solo l’Igp sorride

"L'inverno fantasma di quest'anno ha favorito la qualità della carota novella di Ispica, la cui stagione è partita in anticipo di almeno venti giorni rispetto alla normale". Lo spiega a Italiafruit News Carmelo Calabrese, direttore commerciale dell'Op Colle d'Oro, storica (e affermata) realtà del settore orticolo siciliano che coltiva 160 ettari a carote – in gran parte con metodo biologico – tra le province di Ragusa e Siracusa.

"Il prodotto – rimarca Calabrese – si presenta al meglio in tutte le sue peculiari caratteristiche qualitative di dolcezza e croccantezza. Purtroppo – aggiunge – le quotazioni si mantengono su valori non soddisfacenti anche perché il mercato deve ancora assorbire le rimanenze provenienti dal Ferrarese e dalla zona di Fiumicino, in provincia di Roma".

Attualmente la carota novella di Ispica può contare in Sicilia su un bacino produttivo di circa 1.500 ettari. Ed è l'Igp, in particolare, a dare soddisfazioni a Calabrese: "In Italia è un segmento che sta tirando. Quest'anno prevediamo di commercializzare 5.000 quintali di prodotto certificato, contro i 2.000 della campagna 2015".

Finora, infatti, l'organizzazione di produttori di Ispica (Ragusa) ha già distribuito 1.500 quintali di Carota Novella di Ispica Igp: "Bisogna complimentarsi con la Gdo nazionale perché sta dimostrando una maggior sensibilità nei confronti dei marchi di qualità europei. Il consumatore italiano, poi, sembra finalmente percepire non solo il valore dell'Igp, ma anche quello della provenienza".

Sul fronte estero "la Spagna è il nostro primo concorrente, mentre la pressione di Israele è meno influente rispetto alle ultime annate. La quota di esportazione di Colle d'Oro – conclude l'imprenditore siciliano – è in continuo aumento, in Europa e in particolare in Scandinavia, grazie alla nostra capacità di garantire una qualità costante nel tempo".
 
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