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martedì 3 novembre 2015


«Mangia carne ma aggiungici una spremuta»

Il tema della carne rimane oggetto di dibattito e discussione tra gli operatori e le testate del settore ortofrutticolo.

Nei giorni scorsi Claudio Dall'Agata, direttore del Consorzio Bestack, ha detto la sua sul profilo LinkedIn personale, scrivendo che la carne può essere più che altro un "valido alleato dell'ortofrutta" in una potenziale futura campagna di comunicazione.

Secondo Dall'Agata "i consumi di carne e ortofrutta sono tra loro impermeabili e non confliggono. Tutti gli scandali nel settore delle carni hanno creato nell'immediato terremoti sui consumi nel breve termine solo sul tipo di carne colpita, vedi il caso mucca pazza, polli alla diossina e l'influenza suina, incidendo positivamente sul consumo delle altre carni. Il risultato è che il dato complessivo in Italia gravita attorno agli 80 kg pro capite da ormai 15 anni, seppur in lieve contrazione. E l'ortofrutta ha tratto giovamento da questi scandali? Certamente no, anzi!" sottolinea il direttore di Bestack.

Dall'Agata ragiona dettagliatamente su cosa si potrebbe comunicare (clicca qui per consultare il post integrale). Per il settore ortofrutticolo – chiosa Dall'Agata – i concetti di "salute, benessere e dieta mediterranea non bastano più: con queste armi non abbiamo colpito nel segno, così come non serve lucrare sulle disgrazie altrui e della carne in particolare".
Il direttore di Bestack suggerisce ai suoi contatti LinkedIn di vedere il video sottostante del Prof. Dino Amadori, direttore Scientifico dell'IRST (Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori) e presidente dello IOR (Istituto Oncologico Romagnolo) che, studi alla mano, ha teorizzato l'importanza dell'equilibrio tra cibi e non l'abbandono di alcuni. La carne non fa male in assoluto – dice Amadori nel video – ma occorre però riequilibrare il Ph dello stomaco con prodotti contenenti vitamina C.



Dalle considerazioni scientifiche del Prof. Amadori, uno dei massimi esperti italiani di oncologia, Dall'Agata s'inventa lo slogan della comunicazione ideale: "non smettiamo di mangiare carne ma aggiungiamoci una spremuta. Non sarà certo un film ma un gran bello spot", conclude.

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