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giovedì 17 aprile 2014


SAVONA, L'ENTE CAMERALE: "NO" ALL’ACCORPAMENTO CON IL PORTO DI GENOVA

“Il nostro porto è un elemento non sostituibile nell’economia savonese, un punto di forza da valorizzare”. Questa la presa di posizione della Camera di Commercio di Savona nella persona del suo presidente Luciano Pasquale in merito all’abolizione dell’Autorità Portuale di Savona-Vado Ligure, con l’accorpamento del Porto all’Autorità Portuale di Genova. Un tema che fa discutere dopo la proposta di legge di razionalizzazione delle Autonomie Portuali. “Il porto di Savona (nella foto) ha tutte le carte in regola per essere considerato uno scalo “core”, di rilevante interesse nazionale ed europeo – continua Pasquale – per questo dopo tutti i sacrifici e gli investimenti che nel corso degli anni hanno reso Savona un porto tra i primi dieci in Italia per importanza e traffici, è alta la preoccupazione di tutte le realtà economiche del savonese. Questa, infatti, è la presa di posizione non solo della Camera di Commercio, ma di tutte le categorie economiche e produttive della città che lanciano un forte grido d’allarme: Savona deve mantenere la sua autonomia economica”.

Il porto savonese rivendica la sua identità, “senza dimenticare che è una realtà nella quale sussiste un cantiere aperto e un progetto da concludere in tempi rapidi”. Definita “opera strategica” dal CIPE, la capacità progettuale del porto è confermata dai numeri: Savona è il primo porto mediterraneo per import di frutta, è tra i primi cinque per traffici general cargo specializzati, è il quinto porto crocieristico nazionale e dodicesimo per traffico complessivo di passeggeri, è il quinto porto in Italia per gettito fiscale generato (1,2 miliardi) e si conferma come la maggiore impresa della Provincia con 2.500 persone direttamente in attività.

“È una realtà in corso di costruzione, nella quale tutte le categorie economiche hanno investito in questi anni e che deve raggiungere nuovi obiettivi di efficienza e competitività – continua Luciano Pasquale – Savona ha da competere non solo con i porti nazionali, ma con i porti dell’Europa”. La Liguria detiene la leadership della portualità italiana, con tre porti core, Genova, Savona e La Spezia. “È necessario, inoltre, superare ogni forma di discordia con Genova, gli scontri e le guerre doganali del 1200 appartengono alla storia – continua – affermiamo la nostra disponibilità a collaborare con Genova, i porti liguri e il Ministero per formulare un nuovo progetto di valorizzazione della portualità ligure”.

Fonte: Savona News


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