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lunedì 21 settembre 2020


«I vantaggi di coltivare nel parco della Maremma»

Valorizzazione dei prodotti toscani, filiera corta e attenzione per l’alta qualità. Segue questa filosofia l’azienda Verde Toscana di Grosseto, che si occupa di raccolta, commercializzazione e distribuzione di frutta e ortaggi provenienti dal parco regionale della Maremma.
Tramite una concessione esclusiva dell’ente parto, l’azienda sviluppa le sue attività agricole in oltre 60 ettari di terreno nell’area verde, per un totale di quattro aziende agricole aderenti. 

“La produzione principale all’interno del parco è quella dei frutteti di pesche gialle, nettarine, albicocche e susine – spiega a Italiafruit News il responsabile commerciale di Verde Toscana Simone Bandini – anche se quest’anno abbiamo registrato una situazione difficile: a marzo una gelata ha colpito gli alberi e abbiamo raccolto solo il 30% di prodotto rispetto all’anno scorso”.



Se la frutticoltura rappresenta l’80% del fatturato di Verde Toscana, vengono coltivati anche cavolfiore, zucca gialla, cocomero, meloni e mirtilli.
La tecniche di coltivazione si avvicinano molto agli standard biologici: “I produttori che si trovano dentro il parco devono rispettare i suoi disciplinari e l’utilizzo di prodotti chimici permessi è nettamente inferiore rispetto alle aziende situate al di fuori – aggiunge Bandini – Il nostro modo di fare agricoltura segue le antiche tradizioni contadine e l’alternanza naturale delle stagioni, limitando al massimo gli interventi mirati a modificare o alterare la morfologia del suolo promuovendo l’uso di concimi naturali”.


E continua: “Fondamentale inoltre ricordare che in quest’area non esistono industrie e gli agenti inquinanti sono ai minimi livelli se non inesistenti. Anche per le macchine e gli attrezzi che entrano nei campi, cerchiamo di limitarne l’impatto sull’ambiente preferendo mezzi che utilizzano carburanti eco e la manualità dei nostri agricoltori”.

Dopo la raccolta manuale, ogni azienda conferisce i suoi prodotti al magazzino situato a Poggibonsi
“Qui la merce viene rilavorata, sempre manualmente, secondo le esigenze dei clienti – sottolinea il commerciale – oppure organizziamo direttamente le spedizioni. Lavoriamo con una catena della Gdo regionale che è molto attenta ai prodotti del territorio e, conscia del valore aggiunto dei nostri prodotti, è disponibile a spendere qualcosa in più rispetto ad altre catene”.





Da maggio 2019, i prodotti coltivati all’interno dell’area naturale possono godere del bollino di riconoscimento "Parco regionale della Maremma qualità servizi" rilasciato direttamente dall’ente parco, particolarmente apprezzato dai consumatori.
“Lo scorso hanno abbiamo organizzato anche una campagna di marketing per far conoscere i prodotti a marchio parco – aggiunge Bandini – e abbiamo ottenuto ottimi risultati, raggiungendo il massimo fatturato da quando abbiamo iniziato a lavorare all’interno del parco, circa 20 anni fa. Nel 2019, per esempio, abbiamo fatturato il 20% in più rispetto alle annate precedenti mentre quest’anno siamo stati penalizzati dalla gelata; speriamo di recuperare nel 2021”.


Nel frattempo non si ferma l’attenzione dell’azienda per la valorizzazione del territorio: a breve sarà lanciato il progetto per il nuovo marchio chiamato “Filiera corta della Maremma” che comprenderà tutte le produzioni della costa della Maremma, dal pisano fino a Capalbio”.

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