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lunedì 1 ottobre 2018


«Pratiche sleali, norma richiesta da tutta Europa»

Con l'ultimo ok della Commissione per il Mercato interno del Parlamento europeo (clicca qui per leggere la nostra notizia), la direttiva Ue sulle pratiche commerciali sleali nella filiera agricola ha buone possibilità di essere approvata entro la fine di questa legislatura, che avverrà a marzo 2019. Tra le prime associazioni ad avere supportato la proposta, di cui è relatore l'onorevole Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento Ue, c'è l'Areflh, l'assemblea delle regioni europee di prodotti ortofrutticoli, presieduta da Simona Caselli. La quale non nasconde la sua soddisfazione: "Tutta Europa - dice a Italiafruit News - ha necessità di avere questa norma, le pratiche commerciali sleali sono un problema sentito in tutti i Paesi membri e soprattutto in Germania e Francia, dove l'incidenza della grande distribuzione come acquirente di ortofrutta si attesta al 90% e all'80%, rispettivamente".

Per quanto riguarda l'Italia, le azioni sleali più diffuse sono tre, dice Caselli: "l'asta, in alcuni casi a doppio ribasso; la politica dei resi, in cui il produttore si vede restituire l'invenduto; e la richiesta di ordini con pochissimo preavviso. Queste prassi deprimono la possibilità dell'agricoltore di guadagnare un reddito decente e portano a una competizione di prezzo molto pericolosa che rischia di incentivare sia lo sfruttamento del lavoro sia le tecniche agronomiche approssimative". 

"In generale - sottolinea la presidente dell'Areflh - ritengo però che sia sbagliato colpevolizzare in assoluto la Gdo, in particolare italiana, visto che ci sono tanti attori che siglano accordi di filiera corta e riconoscono prezzi corretti partendo dal costo di produzione e da verifiche sulla qualità produttiva. Il lavoro di Paolo De Castro, fra l'altro, è basato proprio sulla valutazione di numerosi casi di denuncia in Francia e Spagna".

Caselli auspica quindi la celere approvazione della normativa da parte del Parlamento Ue. "Si intravede addirittura la possibilità per chiudere la partita entro dicembre 2018. Di conseguenza, ogni Stato sarà poi obbligato a recepire la norma. Noi di Areflh - conclude - ci speriamo tanto, soprattutto dopo l'ultimo voto favorevole della Dg Mercato interno, che non era per niente sicuro".
 
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