Senegal: meloni e zucche pronti a conquistare il Bel Paese

Op Francescon: «completiamo l’offerta di prodotto italiano per dare continuità»

Senegal: meloni e zucche pronti a conquistare il Bel Paese

Zucche e meloni made in Africa stanno scaldando i motori per arrivare, tra qualche settimana, sulle tavole degli italiani. L’azienda Frutta Italia, collegata direttamente all’Op Francescon, coltiva 120 ettari in Senegal suddivisi tra meloni, zucche e anguria Perla Nera. L’appendice africana dell’Op lombarda gestisce un impianto di 300 ettari di superfici coltivabili, un magazzino di 3mila metri quadri, celle per l'abbattimento delle temperature, rampe di carico e una calibratrice per selezionare il prodotto prima della partenza. 

“La campagna dei frutti senegalesi promette bene grazie ad una qualità che si sta rivelando eccellente”. Così racconta a IFN dell’andamento delle produzioni, direttamente dalle campagne africane, Daniele Francescon titolare dell’azienda Frutta Italia. “Girando tra le produzioni senegalesi ci possiamo ritenere fortunati perché i prodotti hanno goduto di un clima ideale per l’ottenimento dei parametri qualitativi che ci eravamo prefissati di raggiugere. Per noi è imprescindibile programmare il calendario delle produzioni in modo da completare le produzioni italiane e non entrare in conflitto”.

La zucca sarà il prodotto che per primo arriverà in Italia. “Abbiamo già iniziato la raccolta – racconta Francescon – e possiamo dire che l’annata è stata particolarmente favorevole dal punto di vista metereologico. Rispetto alle altre stagioni la qualità della Delica ci sembra superiore e stiamo programmando l’entrata in scena”.
Anche il melone segue la striscia positiva della zucca e si prevede il suo esordio commerciale a metà febbraio. “Ero in campo in questi giorni con i nostri tecnici - Alessandro Stafforte e Federico Ferretti - e abbiamo previsto la raccolta per il 27-28 gennaio. Per i meloni destiniamo il prodotto di media pezzatura all’Italia, mentre i calibri troppo piccoli o troppo grandi sono rivolti alla vendita in loco, nella vicina Dakar”. 

Traspare fiducia anche per l’anguria Perla Nera di origine senegalese. “L’allegagione è ottima e ovviamente la nostra genetica è una garanzia di qualità. Prevediamo di arrivare sul mercato italiano la prima settimana di marzo”.
Nota dolente anche qui i costi di produzione, poiché anche in Africa si sono registrati aumenti. “In generale tra costi in campo e logistica si può quantificare un 30% in più rispetto l’anno scorso, con i noli marittimi che pesano non poco”.