Salvagente Coop per il ciliegino

Il retailer vara una promozione nazionale straordinaria nel fine settimana

Salvagente Coop per il ciliegino

Il pomodoro nella Sicilia orientale è in ginocchio, lo abbiamo raccontato qualche giorno fa (leggi la notizia a questo link). Il clima estivo del fine anno ha accelerato così tanto la maturazione che le quantità da vendere non sono compatibili con la normale dimensione della domanda e il prezzo è crollato. Mentre la Befana portava i suoi doni, negli uffici di Coop Italia si lavorava per allestire in velocità un piano di aiuto al pomodoro siciliano sulla falsariga di quanto fatto per l’uva da tavola (approfondisci a questo link). Me lo racconta di primo mattino Claudio Mazzini che ho interpellato sul tema proprio ieri. “Il tempo a disposizione è molto poco, il periodo è complesso ma Coop vuole dare un segnale di vicinanza ai produttori con un’iniziativa nazionale che avvieremo nel fine settimana su tutti i nostri negozi. Non ci sono le condizioni per costruire un’attività di comunicazione specifica perché si tratta di un’emergenza da affrontare subito ma useremo i punti di vendita come strumenti di comunicazione”.

Che meccanica prevedete? “Useremo sia la confezione da 500 gr che quella da kg”, prosegue Mazzini, “acquistate in accordo con i fornitori a un prezzo che consenta di uscire con una battuta di cassa molto attrattiva. Da parte nostra aggiungeremo solo i costi vivi di logistica e l’IVA per favorire il più possibile l’acquisto”.
L’iniziativa è certamente degna di menzione e dimostra che, al di là delle tensioni lungo la filiera proprie di questo periodo, produttori e distributori possono stare anche dalla stessa parte della barricata. L’elemento chiave, però, è che i cambiamenti climatici sono il vero nemico strutturale di prospettiva dei prodotti da consumo fresco e rimarranno anche quando sarà passata questa terribile congiuntura internazionale.
Chiediamo perciò a Mazzini come possiamo difenderci. “Abbiamo opzioni attive intervenendo in campagna con mezzi tecnici adeguati, da cui l’importanza della ricerca in questo senso. Ma più strutturalmente dobbiamo anche pensare a ridisegnare la geografia della nostra ortofrutticoltura, almeno in base alla latitudine, e su questo veicolare le risorse della PAC e dell’OCM. Non dobbiamo poi dimenticare anche la difesa passiva – conclude Mazzini, questa volta credo in veste di vicepresidente dell’Organismo Interprofessionale – come la promozione nei momenti di difficoltà di cui abbiamo parlato oggi. Credo che queste azioni avrebbero maggior effetto se fossero coordinate su scala nazionale con una task force insediabile all’interno dell’OI, dove partecipano tutti gli attori della filiera. Si potrebbe così immaginare di attivare anche iniziative last minute di comunicazione su scala nazionale stanziate allo scopo come operazioni di ricovery. Queste darebbero certo un respiro diverso alle iniziative”.
Mentre ringrazio Mazzini e riaggancio, sogno ad occhi aperti un mondo di filiera che opera win win compatto verso i clienti finali, poi arriva un whatsapp sulla crisi del carciofo e mi sveglio. Mi consolo pensando che questo intervento almeno servirà a stemperare gli animi.