Nocciole piemontesi, produzione media scende del 60%

Rimangono bassi anche i prezzi di vendita

Nocciole piemontesi, produzione media scende del 60%

In Piemonte sono 9.000 le aziende agricole che coltivano le piante di nocciole. La “Granda” è la prima provincia sul territorio regionale, con 4.700 imprese del settore e oltre 16.000 ettari occupati dalla coltura. La stagione produttiva a giugno prometteva bene, con i rami carichi di frutti. Poi, alcune gravi difficoltà hanno compromesso in modo disastroso l’annata. Infatti, numerose nocciole non hanno completato il ciclo di maturazione e sono state espulse naturalmente dalle piante. Il caldo e la siccità hanno provocato uno stress climatico che non ha consentito in molti casi al frutto di riempire totalmente il guscio. Perdendo, così, a livello di resa complessiva. Inoltre, i forti temporali con il vento di inizio agosto hanno spaccato tanti rami contribuendo in modo sostanziale alla mancata produzione.

Sottolinea Silvio Chionetti, vicedirettore e responsabile dell’area tecnica provinciale della Cia Cuneo: “Rispetto allo scorso anno la media è del 60% in meno di prodotto: 8-9 quintali a ettaro contro i 20-22 di una stagione normale. Quindi, un calo nettissimo. Anche se la qualità di quanto è stato raccolto è comunque mediamente buona”.

Un problema, a cui si aggiunge quello del prezzo di vendita? “Purtroppo lo smercio della nocciola stenta a partire. Le aziende trasformatrici stanno comprando poco. E le contrattazioni effettuate nell’ultimo mese hanno subito ancora dei ribassi nei confronti del prezzo battuto inizialmente: dagli 8 euro a punto resa, adesso siamo sui 7 euro”.

Quindi, le spese di produzione? “Non vengono assolutamente coperte sia per la scarsa quantità di prodotto raccolta, sia per il basso prezzo di vendita”.

A questo punto, le prospettive del settore per il prossimo anno? “Al momento non sono buone. Ma c’è la voglia di andare avanti continuando a seguire il percorso della qualità portato avanti dai produttori della nocciola di Langa, che ha dato lustro all’intero comparto. Forse, però, è anche necessario iniziare a pensare a un rinnovamento dei noccioleti, perché alcuni sono stati impiantati molti anni fa e hanno bisogno di una ristrutturazione in quanto non sono più performanti”.

Fonte: Lavocedialba.it