«Meloni, campagna salvata da Majores e Corallo»

Agricola Campidanese: «Rese basse, ma pezzatura maggiore»

«Meloni, campagna salvata da Majores e Corallo»
Una campagna tra luci ed ombre quella dei meloni sardi. Complice il caldo, l’annata 2022 è stata caratterizzata da rese inferiori a quelle dell’anno passato e sono state costrette a farvi i conti anche due varietà esclusive come Majores e Corallo, proposte da Agricola Campidanese, che hanno retto bene.

“Sono quelle che hanno salvato la campagna per il loro prezzo superiore – interviene a IFN Marco Lotta, responsabile commerciale e logistica dell’Op – perché quest’anno abbiamo avuto rese più basse del 30 fino al 50%, a seconda dei campi, a causa dei 60 giorni in cui non siamo mai scesi sotto i 28 gradi neanche di notte. Purtroppo, molto prodotto classico non è sopravvissuto rimanendo scottato”.



I verdi Majores e Corallo che andranno avanti fino a tutto settembre hanno subito gli stessi problemi degli altri, ma essendo premium price sono riusciti a risollevare gli animi.
Le superfici di coltivazione delle due referenze restano stabili. “A differenza dello scorso anno che c’era stato un surplus di offerta – continua Lotta - quest’anno abbiamo incrociato bene la produzione con le vendite”.



Dal punto di vista produttivo la pezzatura è stata maggiore rispetto al 2021, segno che il calibro non ha sofferto la siccità. “In Sardegna siamo ben organizzati nei confronti dei lunghi periodi senza piogge. Siamo dotati di invasi che ci permettono di stare bene due estati in caso di inverno piovoso. L’unico problema è stato il caldo che ha ridotto la quantità del prodotto favorendo però il calibro”.



I due prodotti sono particolarmente apprezzati dalla Gdo, in particolare Majores contraddistinto dal gusto molte dolce, croccantezza e lunga shelf life (circa 20 giorni). Agricola Campidanese sta lavorando affinché aumentino anche le richieste di prodotto dall’estero.

A soffrire maggiormente è stato il Piel de Sapo, che invece ha subito la concorrenza del gialletto. “Il gialletto – conclude Lotta - ha avuto quotazioni anche di 50 centesimi e quindi il verde, che in annate normali solitamente rappresenta un’alternativa, non è riuscito a tenergli banco”.

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