Le “dimenticate” carrube emulano il percorso virtuoso dei fichidindia

Dalla crisi del cacao una possibilità per rilanciare la filiera nazionale

Le “dimenticate” carrube emulano il percorso virtuoso dei fichidindia

Passeggiando per la campagna siciliana, in particolare nel ragusano, si possono notare facilmente alberi sempre-verdi che da oltre 500 anni caratterizzano il territorio del Sud-Est dell’Isola: i carrubi. I siciliani lo chiamano “albero della sopravvivenza” perché è molto resistente e produttivo; i suoi frutti, le carrube, sono ricchi di proprietà benefiche e possono essere impiegati in diversi modi: dal consumo fresco alla trasformazione industriale. In Sicilia se ne producono 35 mila tonnellate annue, quasi la totalità della produzione nazionale, che colloca l'isola in seconda posizione nella produzione mondiale dopo il Marocco (Fonte Ismea). 

Nonostante la facilità di coltivazione e le potenzialità nel mondo del food, le carrube hanno perso d’interesse diventando più un simbolo della Sicilia che una vera e propria fonte di reddito per l’agricoltura. Negli anni questi alberi sono diventati ornamentali o sono stati impiegati come divisori tra un campo e un altro, come lo erano sino a qualche decennio fa i filari di fichidindia. Ma la filiera dei fichidindia siciliani ha cambiato passo: i frutti sono degli immancabili protagonisti dell’ortofrutta e un baluardo per il comparto siciliano e non solo., grazie a un exploit impressionante.  

Il percorso virtuoso dei fichidindia non è stato casuale né tantomeno semplice, ma è un esempio da seguire perché sono state individuate opportunità agronomiche e commerciali utili a rilanciare un prodotto che era relegato all’iconografia regionale senza nessun tipo di potenziale economico. Adesso, infatti, la stagione dei fichidindia è tra le più attese della filiera nazionale.

L’opportunità pare si stia presentato anche per le carrube: l’impennata dei prezzi del cacao ha dato nuovo lustro alle carrube che sono un eccellente surrogato; infatti, dalla polpa di questo particolare legume si ricava una farina che non ha nulla da invidiare al cacao. Ma non è l’unico fattore: la ricerca di superfood e l’attenzione verso cibi “dimenticati” hanno dato nuova linfa alle carrube. 

Anche se il 2023 è stato un anno terribile per la filiera perché la scarsità di prodotto ha innescato un aumento delle quotazioni sino a 30 euro al chilogrammo, facendo virare l’industria su prodotti sostitutivi più economici come il guar, le potenzialità ci sono e sono da cogliere subito. Lo racconta a Il Sole 24 Ore Lorenzo Antoci, proprietario di Sicilian Carob Flour.  “Il 2023 è stato un anno di crisi come non si vedeva dai tempi della lira ma ora stiamo assistendo a una ripartenza della domanda, soprattutto nel food, settore in cui siamo entrati da pochi mesi, dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni”. 

La filiera delle carrube vuole affermarsi proprio nell’alimentazione diretta, anche grazie alla crescente richiesta di prodotti clean label e adatti ai celiaci. 
Magari tra qualche anno avremo un “cacao” siciliano dalle carrube, magari come i fichidindia non figurerà solo su cartoline e dipinti ma prenderà spazio anche nei reparti ortofrutta.