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lunedì 4 ottobre 2021


Pomodori, nuovo attacco della Spagna al Marocco

L'avanzata del pomodoro marocchino in Europa è ormai da anni motivo di tensione tra i rappresentanti politici di Stati europei produttori dell'ortaggio ed il governo centrale di Bruxelles. 

Il problema è particolarmente sentito dai nostri vicini della Spagna, dove tanti operatori del settore ritengono che il Marocco stia esportando in Europa molti più volumi rispetto ai dati ufficiali. C'è chi pensa, in particolare, che le norme sull'indicazione dell'origine in etichetta non vengano pienamente rispettate. Una denuncia che l'eurodeputato Jordi Cañas ha portato direttamente nelle aule del Parlamento europeo: "Un recente rapporto (redatto dall'Ong Mundubat e l'organizzazione agricola Coag, ndr) ha rivelato che il 7-14% dei pomodori che il Marocco esporta in Europa sono in realtà prodotti a Dakhla, nel Sahara occidentale occupato illegalmente dal Marocco, da dove vengono trasportati via terra ad Agadir. Lì vengono mescolati con pomodori di Souss-Masa, confezionati ed etichettati per l'esportazione come prodotti marocchini".



Secondo Cañas si tratta di una "violazione delle numerose leggi europee e dell'accordo di associazione tra Ue e Marocco. Questo rende impossibile per i consumatori europei conoscere la vera origine dei prodotti e crea inoltre concorrenza sleale a danno dei produttori europei di pomodoro, portando a un crollo produttivo nei Paesi produttori come la Spagna".

Janusz Wojciechowski (nella foto sotto), Commissario per l'agricoltura della Commissione europea, non ha tardato a smentire la parole dell’eurodeputato spagnolo. In una risposta parlamentare dello scorso 13 settembre, ha sottolineato che i Paesi terzi come il Marocco sono in grado di garantire la conformità dei loro prodotti ortofrutticoli agli standard dell'Ue: “Il Marocco è uno dei nove Paesi terzi – ha detto – in cui l'organismo di ispezione ha fornito garanzie soddisfacenti in merito al personale, alle attrezzature e alle installazioni necessarie per effettuare controlli con metodi equivalenti negli Stati membri". 



Wojciechowski ha poi segnalato che le preferenze commerciali valgono anche per i pomodori coltivati del Sahara. "I prodotti originari del Sahara occidentale godono dello stesso trattamento tariffario preferenziale previsto dall'accordo di associazione tra Ue e Marocco – ha concluso – La Commissione non è a conoscenza di alcuna prova che l'accordo possa essere attuato in modo incompatibile con le sue disposizioni".

Le dichiarazioni del Commissario per l'agricoltura sono arrivate proprio pochi giorni che il Tribunale dell'Ue annullasse l'estensione delle preferenze commerciali ai prodotti del Sahara occidentale. La sentenza, del 29 settembre scorso, ha però anche deciso che "gli effetti degli accordi vengono confermati per un certo periodo di tempo al fine di preservare l'azione estera dell'Unione e la certezza giuridica degli impegni internazionali. Per il momento non cambierà nulla per le esportazioni ortofrutticole dei paesi del Maghreb", ha commentato la federazione spagnola dell'ortofrutta Fepex.

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