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mercoledì 29 settembre 2021


Pere, 2022 anno decisivo per il futuro

Le raccolte di pere italiane sono – come ormai noto  scese ai minimi storici a causa della combinazione tra gelo tardivo, cimice asiatica, alternaria e marciume calicino. Ma non bisogna dimenticarsi dei tanti pericoltori che, oggi come oggi, hanno bisogno di essere sostenuti con indennizzi rapidi e proporzionali ai danni subiti negli ultimi mesi. 

"Buona parte dei produttori di pere rischia di affossare, se non saranno concessi sostegni adeguati e tempestivi", avverte a Italiafruit News Danilo Pirani, direttore della buniness unit Frutta della Patfrut, cooperativa che coltiva circa 1.000 ettari di pere nella provincia di Ferrara, prima provincia d'Italia per superfici coltivate a pere. 

“Le difficoltà economiche di questa annata sono mostruose – prosegue – Basti pensare che la maggior parte dei pericoltori locali ha perso dagli 8 ai 10mila euro l’ettaro di costi vivi per gli investimenti realizzati nella campagna. A queste perdite vanno sommati i danni alle produzioni, molto più alti”.



Come sottolinea Pirani, il comparto produttivo ferrarese è “depresso per le crescenti problematiche degli ultimi due anni”, ma anche “deluso dalla mancanza di soluzioni tecniche efficaci per affrontare la cimice asiatica, l’alternaria ed il marciume calicino. Tutto ciò rende incerto il futuro” e stimola i disinvestimenti. A questo proposito, si prevede che le superfici coltivate a pero della Patfrut scenderanno del 5% nel corso del prossimo inverno, stimando la differenza tra gli estirpi ed i nuovi impianti programmati. 

“Gli estirpi oggi riguardano anche l’intera superfice aziendale. Ci sono quindi produttori che scelgono di abbondare per sempre la frutticoltura. Circa gli investimenti, noi registriamo la frenata dei nuovi impianti di pere, che annualmente rappresentavano circa l’80% delle nuove superfici programmate di pomacee della nostra cooperativa. Questa quota scenderà il prossimo inverno al 30%, con l’incidenza dell'Abate Fetel che si azzererà”.

“La mia sensazione è che, nei prossimi mesi, l’areale pericolo dell’intera provincia di Ferrara si ridurrà in maniera importante di un ulteriore 10%. Ma il crocevia della pericoltura locale, l’ultimo stadio per capirne il suo futuro, sarà il 2022. Se gli eventi distruttivi di queste ultime due annate si ripeteranno, assisteremo veramente a una riduzione epocale delle superfici coltivate a pero, in particolare di Abate Fetel Conference”.

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