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martedì 6 luglio 2021


Ciliegio, con l'innovazione non c'è crisi

I produttori dell’areale della Ciliegia di Marostica Igp hanno terminato la campagna cerasicola 2021 con una moderata soddisfazione. Merito delle condizioni climatiche di giugno che hanno favorito il sapore e la tenuta delle produzioni medio-tardive e tardive. Le note negative della stagione sono la perdita - dovuta all’andamento meteo piovoso di maggio - di circa il 60-70% dei volumi di varietà precoci e l’aumento dei voli della Drosophila Suzukii sul finire della stagione. 

“A causa del moscerino dei piccoli frutti, i produttori di ciliegie in campo aperto avuto qualche problema nell'ultima settimana di raccolta”, conferma a Italiafruit News Federico Corradin dell'Azienda agricola Colceresa (3 ettari di ceraseto, 1 coperto), socia di Opo Veneto e del Consorzio di tutela della Ciliegia di Marostica Igp.  

“Dal punto di vista produttivo, noi abbiamo perso circa 60% dei volumi delle ciliegie precoci, Bigarreau e Sandra. Per le restanti varietà del calendario abbiamo raccolto quasi l’intera produzione senza grossi problemi, grazie anche alla rete antinsetto che abbiamo introdotto nel nostro impianto coperto di duroni tardivi. Questa nuova copertura ci ha consentito di restare sul mercato una settimana in più rispetto alla stragrande maggioranza dei cerasicoltori della zona Igp, ma anche di ridurre i trattamenti fitosanitari del 50%. Un vantaggio non da poco”.



Il bilancio della stagione è “tutto sommato buono” secondo il produttore veneto, che ricopre anche il ruolo di venditore presso il Mercato all'Ingrosso di Bassano del Grappa. "Quest'anno prezzi medi delle ciliegie vicentine sono stati maggiori di quelli della campagna 2020. In generale, abbiamo raggiunto quotazioni eque e giuste per fare reddito. Non ci sono stati, inoltre, problemi riguardanti il piazzamento del prodotto sul mercato, al di là della solita settimana di abbondanza dell’offerta complessiva (nazionale ed estera) che si verifica tutti gli anni”.

Per Corradin, la filiera cerasicola dell’areale di Marostica Igp deve ora guardare al modello della Ciliegia di Vignola Igp: “Loro hanno fatto e stanno portando avanti tanta innovazione che riguarda nuove varietà ed impianti di copertura, oggi presenti sul 30% delle superfici. Nel nostro territorio sono ancora poche le aziende che dispongono di coperture antigrandine, antipioggia e antinsetto. Ma solo puntando su reti o teli si può riuscire ad evitare le crisi di mercato e a proporre un prodotto di alta qualità e salubre in qualunque condizione climatica. Il ciliegio ha un futuro solo se c’è innovazione”.

In merito all’andamento commerciale di questi giorni, Corradin sottolinea che sulla piazza di Bassano del Grappa trovano spazio le ultime ciliegie veronesi della Valpolicella e le varietà Kordia e Regina del Trentino, disponibili da poco più di una settimana. A breve partiranno le raccolte anche in Alto-Adige. "Rispetto a qualche settimana fa, la domanda di ciliegie è più contenuta poiché l’offerta di frutta è maggiormente diversificata. Con nettarine, meloni, angurie e albicocche, la ciliegia passa un po' in secondo piano. Viene acquistata meno, ma chi la compra va sempre alla ricerca un frutto di buona qualità e pezzatura”. 



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