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venerdì 2 luglio 2021


Pomodori e consumatori a contatto diretto

Sono sempre di più i consumatori pronti a conoscere da vicino i prodotti che portano sulle proprie tavole. Proprio come succede per i pomodori dell’azienda Terra di Cavalera di Noto (Siracusa).

“Abbiamo deciso di aprire la nostra azienda ai singoli consumatori per mostrare loro la nostra coltivazione di pomodori – spiega a Italiafruit News il titolare Enzo Paternò che gestisce Terra Cavalera insieme alla moglie Silvana – si tratta di un’iniziativa che sta avendo molto successo. Per esempio in questi ultimi giorni è arrivato un pullman di 37 persone per una gita esperienziale: a loro piace conoscere il prodotto già sulla pianta e noi ci divertiamo a trasmettere la nostra passione nel lavoro. E’ bello vedere come i consumatori possano ritrovare il contatto diretto con ciò che scelgono di acquistare, allo stesso tempo diamo valore anche al nostro impegno”. 


Una visita alle serre aziendali

L’azienda estesa su tre ettari, di cui un ettaro e mezzo di serre, coltiva 7 tipologie di pomodoro tra cui il datterino arancione e giallo, il ciliegino giallo, zebrino da insalata, costoluto, piccadilly.
“Ad oggi i più richiesti sono il datterino giallo e rosso, zebrino e ciliegino – sottolinea il produttore – in particolare per il datterino e il ciliegino rossi possiamo contare anche sulla certificazione Igp. Quest’anno abbiamo volumi discreti e una qualità eccellente”.
A influire negativamente sugli aspetti qualitativi le alte temperature: “Da circa una settimana stiamo registrando 40 gradi – sottolinea Paternò – per questo motivo i pomodori sono più deperibili, si asciugano subito e bisogna riporli velocemente in magazzino dopo la raccolta”.
Nessun problema invece a livello di ToBRFV, nonostante il virus sia molto diffuso in zona.

Enzo Paternò e la moglie Silvana

La lavorazione e commercializzazione dei prodotti è delegata alla cooperativa Agricoop Pachinese a cui l’azienda aderisce da circa sei anni. “E’ grazie alla cooperativa se i nostri pomodori arrivano anche ai supermercati e all’estero – dicono da Terra Cavalera – mentre da parte nostra da cinque anni abbiamo aperto un punto vendita diretto per aumentare il contatto con il consumatore finale; i riscontri sono discreti”.



Se la campagna dei pomodori sta andando bene, non si può dire lo stesso per quella della mini anguria, ormai conclusa. “Ho introdotto questo prodotto circa 17 anni fa e lo coltivo su un ettaro – ancora Paternò – abbiamo sempre ottenuto buoni risultati sul mercato, considerato che si tratta di un frutto rifiorente che permette di fare più raccolti. Ma quest’anno la stagione è stata un buco nell’acqua perché ai primi di maggio, in piena stagione, ci sono stati prezzi irrisori causati dalla troppa offerta sul mercato”.

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