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lunedì 19 aprile 2021


Persone di valore, a tu per tu con Elisa Orsini di Annatura

Dopo anni trascorsi a lavorare in tutt’altri settori, Elisa Orsini è arrivata, per necessità, a lavorare presso l'azienda Annatura. Solo apparentemente il suo lavoro attuale - quello di responsabile del confezionamento dello stabilimento di Monterotondo (Roma) - non c’entra nulla con il percorso di studi. Quanto è venuto dopo è perché, come lei stessa dice a Italiafruit News, “vivendo in campagna e avendo a che fare con le verdure e l’orto tutti i giorni, la mia personale conoscenza degli ortaggi mi aiuta anche quotidianamente nel lavoro che faccio. Ormai, solo dopo le verdure di mio suocero, vengono quelle di Annatura”.
 
Nel lavoro, come nella vita, Orsini è una persona molto precisa ed esigente - come racconta lei stessa - che mette passione e attenzione nelle cose che fa, tanto da definirsi una “rompiscatole” per le operaie che coordina. Anche perché le sue origini contadine le hanno trasmesso l’idea che le cose, in tutti gli ambiti, vadano fatte bene e “come si deve. Finché il lavoro va bene all’azienda, va bene anche all’operaio”, sottolinea.



Elisa, l'ultimo anno è stato devastante per tutti. Come operaia di questo settore, come ti sei sentita? 
Devo dire che mi sento fortunata, perché rispetto ad altri che hanno perso il lavoro o sono finiti in cassa integrazione, ho avuto modo di continuare a lavorare quasi ininterrottamente.

Immagino che i mesi del lockdown di marzo-maggio 2020, quando l'Italia era ferma, siano stati molto pesanti...
La fatica del lockdown l’ho percepita molto meno, dato che avevo la possibilità di uscire da casa per recarmi al lavoro o andare a fare la spesa. Al lavoro c’era necessariamente un po’ di timore, ma i nostri responsabili hanno saputo gestire bene la situazione trasmettendo a tutti gli operai l’importanza di stare attenti ed essere rigorosi, ma con un atteggiamento di tranquillità e ottimismo.


Elisa Orsini

Dai Dpi all'igiene delle mani, dal distanziamento alle altre misure di sicurezza. Le aziende di tutto il mondo, con la pandemia, hanno dovuto adeguarsi ai nuovi protocolli. Come è cambiata la tua mansione nell'ultimo anno?
Si può dire che il nostro lavoro non sia cambiato molto. I protocolli da tenere erano già rigidi in fatto di igiene e divise, dal momento che prevedevano già l’uso obbligatorio di mascherina e guanti.

Per il futuro che prospettive di lavoro vedi? 
Il lockdown imposto nella primavera del 2020 ha inciso su un momento della produzione che già fisiologicamente risentiva di un calo; a marzo, infatti, il lavoro rallenta sempre un po’. La percezione attuale è che la produzione di Annatura proceda bene. Anzi, il lavoro sembra anche aumentato, perché a lavorare siamo più persone.

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