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giovedì 11 febbraio 2021


«Piante da frutto, ve le spieghiamo in 15 minuti»

Melo, pesco, susini, cedro e limone: la storia delle piante da frutto si trasferisce online e diventa fruibile per un pubblico sempre più vasto e digitale. E’ il progetto di divulgazione realizzato dal Museo lombardo di storia dell’agricoltura di Sant’Angelo Lodigiano attraverso slideshow interattivi, dedicati ogni volta ad una pianta diversa (clicca qui per accedere).



“Con il museo chiuso a causa del Coronavirus, abbiamo reciso di rendere il sito più ricco di informazioni, in modo da favorire anche visite virtuali e progetti con scuole e università” spiega a Italiafruit News Osvaldo Failla, professore ordinario di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree dell’ Università degli Studi di Milano, fautore del progetto insieme a Gaetano Forni, nome illustre nella divulgazione della storia dell’agricoltura italiana.


Osvaldo Failla

“Qualche anno fa con il professor Forni avevamo realizzato una rubrica divulgativa per le piante agrarie pubblicando diversi saggi – continua Failla – e quest’anno, in concomitanza con i 50 anni del museo, abbiamo pensato di rivederli e aggiornarli secondo la più moderna letteratura, rendendoli disponibili al nuovo pubblico digitale. Ogni slideshow, dalla durata media di 15 minuti, è dedicato alla storia e all’evoluzione di una pianta da frutto: dall’origine del nome alle caratteristiche principali, dalla diffusione delle prime coltivazioni fino alla situazione odierna. Abbiamo iniziato parlando del melo, del pesco, del susino, della noce, del cedro e del limone. Al momento stiamo preparando un focus sull’olivo e prossimamente parleremo anche del fico, del nocciolo, della palma da dattero e del kiwi”.



Gli slideshow, già disponibili anche su Youtube (clicca qui per accedere), saranno presto accompagnati anche dalla relativa bibliografia e da diversi testi di approfondimento.
“Abbiamo sfruttato il periodo del lockdown per rendere il sito del museo fruibile ad un pubblico generalista – commenta Failla – e abbiamo inserito diverse modalità di visita virtuale. Inoltre stiamo predisponendo una campagna informativa per proporci alle scuole e un’intera offerta di seminari; ovviamente si parla di materiale completamente gratuito”.
Ad aumentare la visibilità del museo contribuiscono anche la newsletter e i profili social (facebook e LinkedIn) completamente rinnovati.

Dietro al progetto si nasconde un team di appassionati: il professore Luigi Mariani, il presidente del museo Tommaso Maggiore, la museologa esperta in beni culturali Anna Rizzi, la docente universitaria di zootecnia Anna Sandrucci, l’agronomo appassionato di libri storici Giovanni Ferrari, il professore del Politecnico che si occupa di disegno tecnico e museologia Edoardo Rovida, il professore di viticoltura Attilio Scienza, Lodovico Alfieri e Gloria Failla che ha realizzato il nuovo sito del museo.

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