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venerdì 5 agosto 2022


«Cambiare orario? Un obiettivo di civiltà»

Da nord a sud, nei mercati all’ingrosso il dubbio amletico è sempre uno: cambiare orario o restare notturni?
L’orario di lavoro di queste strutture alimenta il dibattito, ma da quello che emerge dalle voci dei professionisti che si sono lette in questi giorni su IFN, forse il cambiamento non è così lontano, perché sta diventando una necessità.
“Per gli storici commissionari – afferma Ilaria Renna, presidente dell’associazione campana dei grossisti AICAN - sembra una chimera il cambio orario, ma è arrivato il momento di riflettere se si vuole salvare il futuro dei mercati all’ingrosso o meno. Cambiare l’orario vuol dire futuro per delle strutture che lamentano troppe difficoltà”.



Anche in Campania i commissionari mercatali segnalano difficoltà a reperire personale, con l’età media che avanza. “Ci adoperiamo costantemente – precisa la presidente - nella ricerca di personale, con scarsi risultati purtroppo, non riusciamo a trovare le figure professionali necessarie e assistiamo inermi ad un ricambio generazionale che sta diventando impossibile, se si considera che i figli stanno già investendo in studi di diversa natura”.
Dobbiamo domandarci cosa accadrà fra 20 anni e provare a salvare i mercati all’ingrosso oggi. Non dimentichiamo l’importanza dei mercati durante la pandemia e il rilievo che danno queste strutture alle produzioni locali.



“Per questo – continua Renna - la tematica del cambio orario riguarda non solo i commissionari, ma anche produttori, Horeca, addetti alla logistica, fruttivendoli, ambulanti e grossisti esterni. Nonostante la possibilità di rifornirsi di notte sia vista come fondamentale, non può essere l’unica soluzione, anzi bisogna creare una sinergia per migliorare la filiera e tutelare i lavoratori del comparto”.

Le soluzioni non sono semplici da trovare ma bisogna provarci

“Bisogna strutturare un progetto che va condiviso da tutti gli attori della filiera distributiva e costruire un confronto attivo per il bene dei mercati all’ingrosso”, suggerisce la presidente dell’associazione dei grossisti.
“Creare dei nuovi servizi di logistica per implementare la distribuzione, nuove zone refrigerate per lo stock della merce acquistata e preservare la qualità della nostra produzione attraverso la coibentazione delle aree mercatali – esemplifica - Non sarà facile, ma abbiamo il dovere di lavorarci. Cambiare orario è un obiettivo di civiltà, ma soprattutto l’unico modo per tutelare le nostre produzioni e il lavoro di migliaia di imprese e lavoratori. Il cambio d’orario non deve arrivare dall’oggi al domani, né alterare la funzionalità stessa dei mercati. Sarebbe auspicabile un modello unico regionale o nazionale a cui fare fede - conclude Ilaria Renna - ma nel consenso e col senso di responsabilità di tutte le parti coinvolte”.

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