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mercoledì 27 luglio 2022


Agropontino, sos siccità su meloni e angurie

Non piove da più di due mesi nell’Agropontino, terreno vocato per la coltivazione di cocomeri e meloni, frutti che richiedono grandi quantitativi di acqua. I campi iniziano a pagare le conseguenze della siccità e delle temperature altissime con frutti bruciati e un calo di produttività generale. A fare il punto sulla gravità della situazione è un servizio della trasmissione Agorà, andata in onda su Rai 3 nei giorni scorsi. 



“Abbiamo registrato una perdita del 50% sulla produzione dei meloni” spiega Paolo Filosa, presidente della cooperativa Latina Ortaggi, mostrando alle telecamere i frutti marciti in campo.



Non va meglio per i cocomeri: il caldo ha impedito la crescita di molti frutti, che hanno raggiunto appena il 50% della pezzatura normale.
Il produttore commenta con queste parole la situazione che sta vivendo il territorio: “L’ Agropontino è la quarta regione italiana per la produzione agricola, per i cocomeri rappresentiamo la prima produzione italiana: circa il 25% di tutti i cocomeri italiani sono prodotti qua. Quest’anno abbiamo avuto un calo produttivo generale del 30%: il grande caldo ha mandato le piante in stress e hanno fruttificato meno”.



E mentre continuano i problemi sulle coltivazioni, a livello istituzionale le risposte tardano ad arrivare. “È stato fatto poco niente per la siccità e siamo estremamente preoccupati per questo fenomeno – sottolinea Filosa - Con il piano di sviluppo rurale sono stati messi a disposizione fondi per la creazione degli invasi: il problema è che i destinatari di questa misura sono solo i giovani agricoltori ma si tratta appena del 3-4% delle aziende considerato che l’età media dei produttori supera i 40 anni”.



La richiesta è di un aiuto a livello statale: “Gli invasi costano e si tratta di opere straordinarie a beneficio di tutta la comunità e non solo degli agricoltori, per questo abbiamo bisogno di sostegno. L’agricoltura è spesso dimenticata, anche se rappresenta un settore produttivo che fa circa 30% del Pil”.

La situazione è tutt’altro che rosea, considerate le dimensioni della filiera agropontina, dove operano circa 12 mila aziende per un valore totale del comparto di 500 milioni di euro. 
La giornalista termina il servizio riportando le preoccupazioni degli agricoltori:  “Dove prima c’erano le paludi, ora i produttori temono il deserto pontino”.



E come se non bastasse, ai problemi della siccità si aggiungono quest’anno i forti rincari dei costi di produzione: “L’energia elettrica che è aumentata del 50%, i fertilizzanti e gli antiparassitari sono aumentati del 100-200% mentre il gasolio ha conosciuto un rincaro dell’80-90%. Abbiamo avuto quasi un raddoppio dei costi di produzione”, conclude il presidente di Latina Ortaggi.

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