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martedì 26 luglio 2022


«Comunicazione e qualità, le armi del nostro settore»

Il biologico ha davanti una strada di nuovi successi ma per arrivarci deve percorrere alcune tappe strategiche. Tra queste ci sono in primis la comunicazione, seguita da qualità e, per l'ortofrutta, innovazione varietale.

Il suggerimento arriva da Paolo Pari, vicepresidente del consorzio Il Biologico, tra i più importanti gruppi di lavoro, confronto, comunicazione e rappresentanza sui temi del comparto a livello internazionale.

“Ora che il Testo unificato sulla produzione agricola con metodo biologico è stato approvato – spiega Pari a IFN – il settore deve imparare a comunicare di più, strutturando apposite campagne su prodotti, funzionamento dell’agricoltura biologica e obiettivi futuri”.
E aggiunge: “Il biologico è l’unico sistema produttivo in cui l'impiego di formulati di sintesi chimica è completamente escluso e il suo metodo è riconosciuto dalla legge. Il bio è frutto di un processo produttivo sostenibile che parte dalla campagna per arrivare sui banchi dei supermercati, ma i consumatori spesso non lo conoscono: non sanno che nel bio non vengono eseguite lavorazioni pesanti, che a margine delle coltivazioni vengono piantate siepi campestri, che l’utilizzo dell’acqua è regolato per evitare sprechi. Il biologico ha insito nel suo metodo tutti i principi della sostenibilità, gli stessi che spingono gli acquisti, e deve quindi fare emergere gli aspetti differenzianti e di un intero sistema produttivo in cui la garanzia sulla sanità e sicurezza del prodotto finale è uno degli elementi qualificanti".



La comunicazione può essere un’arma di crescita per il settore, soprattutto dopo questo un periodo di rallentamento dei trend commerciali (clicca qui per approfondire) e gli ultimi mesi di pressione.
“Inflazione, aumento delle bollette, guerra in Ucraina e andamento climatico hanno creato un mix esplosivo – commenta il manager – ai consumatori sono venute a mancare le certezze quotidiane: una situazione che si è riflessa sia a livello economico sulle tasche degli italiani, che a livello psicologico. C’è stato un evidente rallentamento dell’acquisto dei prodotti alimentari che ha inciso anche sui prodotti biologici. Fortunatamente, almeno per il sistema ortofrutta, maggio e giugno hanno dato lievi segnali di ripresa”.

Ma se la comunicazione deve avere prima di tutto un ‘timbro istituzionale’, le singole aziende devono impegnarsi singolarmente: “Il Consorzio ha una funzione istituzionale di promozione dei servizi – sottolinea il vicepresidente – ma sono le singole aziende a fare la differenza: se la devono giocare sul mercato con prodotti nuovi e di qualità. Il settore non può più cullarsi solo sul valore aggiunto del biologico, i prodotti che offriamo devono essere sani ma anche e soprattutto buoni. Per capirci: se una varietà di fragola non ha un adeguato livello zuccherino, non diventa buona solo per il fatto di essere biologica”.



Un’ulteriore leva di competitività commerciale per il settore è rappresentata dal ruolo del bio per l’ambiente. "L' agricoltura biologica - commenta Pari - si presenta come un sistema ben strutturato per difendere il territorio. Le tecniche di coltivazione bio sicuramente hanno limitate esigenze esogene: zero prodotti chimici di sintesi, mantenimento della fertilità del terreno e il minor utilizzo possibile di acqua”.

Per sottolineare la competitività del settore, il Consorzio è pronto a presentarsi a Biofach, la fiera di riferimento per gli alimenti biologici in programma a Norimberga dal 26 al 29 luglio.



Dopo due edizioni digitali, quest’anno la rassegna torna in presenza, anche se spostata in avanti rispetto al suo tradizionale calendario (clicca qui per leggere la notizia).
“Per il nostro settore – dice Pari - è l’appuntamento più importante a livello mondiale e speriamo sia la giusta occasione per consolidare i nostri vecchi contatti e per conoscerne di nuovi. Nonostante alcune defezioni, dovute sia al cambio data che all’andamento pandemico, siamo pronti a partecipare con la nostra collettiva formata da 30 imprese e che avrà a disposizione un’area da 800 metri quadrati, compresa la zona ristorazione”.
Le aziende continuano ad investire in questa fiera, nonostante le incertezze dell’attuale periodo storico: “Alcuni dei nostri partner hanno preferito puntare su stand più piccoli pur di mantenere la loro presenza - conclude - sarà l’occasione ideale per puntare su innovazione, qualità, servizi e nuovi incontri tra clienti e fornitori”.

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