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lunedì 25 luglio 2022


Anguria gialla, una nicchia di successo

E’ una nicchia di successo quella dell’anguria gialla sulla piazza meneghina. Il colore vivace e accattivante del frutto e la sua estrema dolcezza lo rendono un prodotto appetibile per il consumo domestico, così come per l’alta ristorazione.

“E’ apprezzato soprattutto dal mercato estero – spiega a IFN Simone Musso, socio e responsabile dell’ufficio acquisti della Italfrutta Distribuzioni, azienda operante all’ortomercato di Milano – ma stuzzica interesse anche tra i dettaglianti specializzati locali. Nonostante a livello di gusto sia pressappoco uguale all’anguria rossa tradizionale, il suo colore giallo cattura la vista e si presta anche come base per preparazioni gourmet. La commercializziamo nella fascia prezzo 1,50/2 euro al chilogrammo”.



Raggiunge buone quotazioni anche l’anguria rossa tradizionale di provenienza mantovana, che Italfrutta Distribuzioni vende a 0,60 euro al chilogrammo per il prodotto in bins fino a 1 euro al chilogrammo nei box con frutto singolo.



Sempre da Mantova arrivano anche i meloni retati e lisci: per entrambi i frutti, la fascia prezzo si muove tra 1,50 e 2 euro al chilogrammo.

Nonostante questi frutti prettamente estivi dalla buone quotazioni, il mercato milanese risente del periodo estivo. “Come tutti i mercati dell’entroterra, le vendite sono un po’ in calo – commenta Musso – è l’effetto diretto dello spopolamento delle città e degli spostamenti verso le località marittime o di villeggiatura. La tendenza è quella di una flessione dei consumi, che porta noi grossisti a fare i conti con un’abbondanza di prodotti”.



Per esempio le pesche hanno perso dalla scorsa settimana dai 0,50 a 1 euro al chilogrammo. “Abbiamo parecchi volumi da diversi areali – commenta il grossista – e il prodotto raggiunge quotazioni che partono da 1 euro per arrivare a 2 euro al chilogrammo a seconda di qualità e pezzature”.
Vanno meglio invece le nettarine, che sono vendute nella fascia prezzo 1,50/2,50 euro al chilogrammo.



Dopo un inizio campagna disastroso, con un eccesso di produzione senza precedenti, ora risponde bene il mercato delle albicocche. “Il prezzo non è mai sceso sotto 1/1,20 euro al chilogrammo per raggiungere picchi di 3/3,50 euro al chilogrammo per i frutti più pregiati”.

C’è abbastanza interesse anche per le uve siciliane e pugliesi, sia per le varietà tradizionali che per quelle seedless. “I prezzi oscillano tra 1,50/2,50 euro al chilogrammo a seconda della qualità dettata da colore, acinatura e grado Brix. La varietà Vittoria è commercializzata nella fascia prezzo più alta mentre sono minori le quotazioni della Black Magic”.


Altissima l’attenzione anche per trasformati - succhi e smoothies - a base di frutta di stagione. “Proprio in questi giorni al nostro stand si è tenuta una promozione dei prodotti San Lucar – conclude il grossista – e devo dire che, complici le altissime temperature, sono stati molto apprezzati dalla clientela. A contribuire al successo di queste referenze anche la ‘fresca’ presentazione in casse refrigerate con ghiaccio e la presenza delle hostess che invitavano all’assaggio”.

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