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mercoledì 6 luglio 2022


Finocchio, idee per valorizzare il prodotto

Il finocchio è una referenza che sta uscendo dall’anonimato e si sta ritagliando uno spazio commerciale rilevante. In Italia gli acquisti domestici di finocchio valgono il 5% degli acquisti di ortaggi, dunque mostrano un ruolo peculiare nelle scelte dei consumatori italiani. Il prodotto è coltivato prevalentemente nelle regioni del Sud ed è destinato per quasi il 90% al mercato interno. Numeri e considerazioni emersi durante il webinar “Il mercato del finocchio in Italia: produzione e distribuzione a confronto” promosso da Seminis Italia - Vegetables by Bayer.  (clicca qui per rivedere la trasmissione www.youtube.com//BayerCrop).

Durante l’incontro il mondo produttivo e distributivo si è confrontato sulle strategie da seguire per sviluppare ulteriormente questa referenza: assortimento, tipicità, funzioni d’uso e marchio. Tanti spunti per costruire una proposta di valore partendo da una materia prima di qualità.
Parlando del mercato del finocchio, la distribuzione moderna ha mostrato entusiasmo. “Il prodotto veniva considerato una categoria basica che non riscuoteva entusiasmo nel comparto, adesso c’è un grande fermento, basti pensare che nel periodo estivo la categoria non era presente negli scaffali a differenza di quello che succede attualmente, dove la sua presenza è imprescindibile – ha commentato Giovanni Sansone, responsabile acquisti ortofrutta Dimar (Gruppo Selex) - Ancora le sfide sono numerose, è opportuno creare una segmentazione legata al valore e al posizionamento, far sì che il prodotto sia identificato e rappresenti sostenibilità”.


Giovanni Sansone

Vittorio De Santis, buyer ortofrutta di Magazzini Gabrielli – gruppo distributivo con oltre 220 punti vendita tra Marche, Abruzzo, Umbria, Molise e Lazio – si è focalizzato sul valore della referenza. “E’ importante cercare di adottare un processo negoziale opportuno sia per la produzione che per la Gdo, in modo da compattare la filiera – ha detto - Ovvero costruire dei modelli negoziali che nascono da idee condivise, ragionare su un prezzo flat che offra dei servizi al consumatore; quindi, far comprendere agli acquirenti che il finocchio è un articolo che può offrire dei contenuti valoriali, costruire una visione strutturate della categoria”.


Vittorio De Santis

Tra le voci della produzione vi è Rosangela Appio, sales manager di Op Primo Sole che sottolinea l’importanza del finocchio per l’intero comparto. “Fondamentale attribuire valore alla referenza attraverso il marchio come è accaduto per il nostro finocchio DolceLucano. L’idea del marchio è nata per avvalorare le caratteristiche organolettiche uniche del finocchio lucano, comprovate da test e analisi con la spettrofotometria, che hanno permesso di individuare alte percentuali di zucchero e anetolo. Da ciò è nata una segmentazione per favorirne il consumo crudo con due pack differenti: formato da 750 grammi a due frutti e bauletto da due chili”.


Rosangela Appio

Il contributo di una grande realtà produttiva del Nord Italia arriva da Vittorio Caligari, socio dell’Ortofrutta Caligari e Babbi. “Affrontiamo una stagione ottima ma non sono mancate le tensioni, è importante trovare più coesione tra operatori in fase di programmazione per difenderci da nemici come il cambiamento climatico. Dobbiamo offrire al consumatore la referenza con sempre maggiore appetibilità ed evitare le oscillazioni di prezzo per non creare disorientamento. Standardizzare il prezzo è importante affinché il consumatore abbia la percezione reale del valore del prodotto e bisogna spingere sul confezionato puntando ad una maggiore shelf-life”.



Vittorio Caligari

Abbiamo accennato alla tipicità. E in Calabria si sta percorrendo una strada interessante, quella volta ad ottenere il riconoscimento Igp per il Finocchio di Isola Capo Rizzuto. 
“Nel 2017-18 abbiamo avviato un percorso che ha permesso il riscatto ad un territorio poco valorizzato - ha raccontato Enzo Talotta, direttore del costituendo Consorzio di tutela - Quindi il finocchio rappresenta anche un trampolino di lancio per i territori. Ovviamente la strada è lunga ma non manca la progettualità e la voglia di puntare su questo prodotto”.


Enzo Talotta

L’obiettivo futuro del comparto è elevare la percezione dell’importanza di questa referenza e creare una filiera con regole sempre più condivise attraverso la programmazione, parallelamente fondamentale sarà la comunicazione del comparto. 
Per quanto riguarda l’innovazione di prodotto, al momento con la IV Gamma si sono incontrati ostacoli sul fronte dell’ossidazione mentre la V Gamma ha un’evoluzione positiva ma nei numeri è ancora irrilevante per il finocchio. A giudizio di Gdo e produttori il futuro sarà nella corretta valorizzazione del finocchio fresco attraverso marchi che ne possano garantire la qualità e il valore fidelizzando il consumatore.

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