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martedì 28 giugno 2022


Quarta gamma, i pregiudizi da smontare

Se l’insalata in busta è il prodotto più amato della quarta gamma, anche la frutta mostra un notevole potenziale. Sono solo alcuni dei trend delineati dall’indagine sulla categoria realizzata da Bva-Doxa su commissione di Unione Italiana Food (Uif).
Lo studio ha analizzato il legame degli italiani con questi prodotti: se la maggior parte li ritiene comodi, sani, sicuri e sostenibili, sono ancora diffusi i pregiudizi e i comportamenti sbagliati dei consumatori verso la categoria. Vediamoli in dettaglio.



Insalata in busta e frutta, tutti i trend
Secondo l’indagine, tra i prodotti di IV gamma la regina incontrastata è l’insalata in busta, acquistata dall’81% del campione, seguita dalle ciotole (acquistate dal 40% del campione), dalla frutta lavata e tagliata (30%) e dalle zuppe (29%).
Per quanto riguarda la frutta di IV gamma, il 16% dichiara di comprarla abitualmente/tutte le settimane, il 27% abbastanza spesso/2-3 volte al mese; il 33% una volta al mese o meno, mentre il 24% dichiara di non acquistarla mai. Nello specifico, tra le motivazioni di acquisto della frutta di IV gamma, oltre alla praticità e comodità (citate dal 61% del campione) spicca, con il 32% delle risposte, la “possibilità di consumare frutta esotica comodamente”. Il 17% degli intervistati dichiara di acquistarla perché rappresenta una merendina pratica per i bambini e il 10% la utilizza nella preparazione dei dolci.
In relazione ad abitudini, luoghi e momenti di consumo, il 79% del campione consuma i prodotti di IV gamma a casa, il 24% in ufficio/a scuola e il 23% fuori casa. Il momento di consumo prevalente è il pranzo dei giorni feriali (indicato dal 59% degli intervistati), seguito dalla cena nei giorni feriali (53%), dal pranzo nei giorni festivi (30%), come fuori pasto (23%) e a cena nei giorni festivi (23%).



Lo studio nei dettagli
Nello studio condotto nel maggio scorso è stato coinvolto un campione di mille persone, rappresentativo della popolazione italiana. Di fronte ad una serie di possibili definizioni di “prodotti di IV gamma”, solo il 34% ha scelto quella corretta ovvero “sono prodotti ortofrutticoli di IV gamma la frutta, la verdura e, in generale, gli ortaggi freschi, a elevato contenuto di servizio, confezionati in busta o in vaschette e pronti per il consumo”, riporta la nota stampa diffusa da Uif
L’11% ha invece risposto erroneamente che “si tratta di prodotti freschi, confezionati, da rilavare prima del consumo”, il 9% li confonde con i surgelati e il 7% con verdure in conserva.
L’indagine ha appurato anche la grande penetrazione dei prodotti di IV Gamma nelle famiglie italiane: ad acquistarli in modo regolare (38% abitualmente/tutte le settimane e 36% abbastanza spesso/2-3 volte al mese) sono circa 3/4 degli intervistati mentre il 19% dichiara di acquistarli occasionalmente/1 volta al mese o meno, e solo il 7% dichiara di non acquistarli mai.
Tra i principali motivi per cui gli italiani scelgono di acquistare la IV gamma ci sono la comodità e il risparmio di tempo (58%), la porzionatura (34%), perché si evitano sprechi di prodotto (30%) e perché aiutano ad avere un’alimentazione sana e a facilitare il consumo di verdure (26%).
Ed infatti, i principali vantaggi che gli italiani riconoscono ai prodotti di IV gamma sono: essere pronti all’uso (per il 39% del campione), non devono essere puliti e rilavati (19%), evitano gli sprechi (19%), sono sicuri dal punto di vista igienico e sono controllati (13%), si possono verificare etichetta (5%) e provenienza (5%).

Nonostante il grandissimo apprezzamento degli italiani nei confronti dei prodotti di IV gamma – riporta il comunicato di Uif – sussistono ancora dei comportamenti errati e delle false credenze, per esempio sulla modalità di conservazione. Ben il 63% dichiara di trasportare il prodotto di IV gamma dal punto di vendita a casa in normali sacchetti non refrigerati e solo il 34% si comporta correttamente, trasportando i prodotti di IV gamma all’interno di borse frigo.
“Questo dato ci ha sorpreso e ci ha confermato che è ancora importante fare cultura su questa categoria – dichiara Andrea Battagliola, presidente del gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food – I prodotti di IV gamma sono verdure e ortofrutticoli freschi che, dopo la raccolta, sono sottoposti a processi finalizzati a garantirne la sicurezza igienica e la valorizzazione, seguendo le buone pratiche di lavorazione e mantenendo la catena del freddo. Questo mantenimento deve essere garantito dal post-raccolta al consumo e ogni attore della filiera, consumatore compreso, deve fare la sua parte”.

In relazione alla riduzione degli sprechi, per il 48% del campione la IV gamma è migliore rispetto agli ortofrutticoli freschi preparati in casa. Analogamente, in relazione all’utilizzo di acqua, il 39% è ben informato e dichiara che la IV gamma garantisce un risparmio idrico rispetto alla preparazione domestica, ma c’è ancora un italiano su quattro che sostiene il contrario. “Il prodotto di IV gamma, essendo già mondato, lavato e porzionato è a scarto zero. Gli scarti di produzione, inoltre, vengono riutilizzati al 100%, prevalentemente per l’alimentazione animale. Per quanto riguarda l’acqua vorrei dare un dato: il procedimento di lavaggio industriale consuma circa il 90% di acqua in meno rispetto a quello domestico, a parità di prodotto”, commenta Battagliola.



Dal punto di vista igienico, il 29% del campione ritiene che la IV gamma sia migliore rispetto agli ortofrutticoli freschi preparati in casa. Analogamente, sotto il profilo nutrizionale, quasi un italiano su 5 non sa quanto i prodotti di quarta gamma che consuma siano nutrienti: “Dal punto di vista nutrizionale, gli ortaggi di IV gamma sono equiparabili a quelli di I gamma; va inoltre evidenziato, in questo senso, il fatto che, essendo già pronti per il consumo, i prodotti di IV gamma in effetti incentivano il consumo di frutta e verdura in molte persone la qualità e la sicurezza dal punto di vista igienico degli ortofrutticoli di IV gamma vengono assicurati attraverso un lavaggio e un’asciugatura accurati. Il lavaggio, per il quale la normativa nazionale prevede almeno due vasche a ricambio continuo di acqua, avviene con acqua potabile e attraverso sistemi tecnologici avanzati che – a differenza del lavaggio domestico – garantiscono un prodotto sicuro e conforme a legge. È per questo motivo che il Ministero della Salute consente di commercializzare il prodotto come “lavato e pronto al consumo” -  conclude Battagliola.

Infine, le aziende che operano nel settore godono di un’ottima reputazione: la stragrande maggioranza degli italiani riconosce loro un maggior impegno in termini di proposte e servizio (77%), innovazione (71%), trasparenza (72%), sicurezza (67%) e sostenibilità (66%) rispetto a 10 anni fa.

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