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lunedì 27 giugno 2022


Europa, non solo tagli all'impiego di fitosanitari

Le proposte legislate della Commissione europea non fanno dormire sonni tranquilli agli agricoltori, soprattutto in un quadro fatto di aumenti di costi produttivi e una crisi climatica severa. Il taglio del 50% nell'utilizzo di prodotti fitosanitari entro il 2030 - con sempre meno molecole disponibili per il settore primario - ha sollevato più di un mugugno, ma la proposta non arriva da sola. Sul tavolo comunitario c'è infatti anche quella "sulla restaurazione della natura", che assieme a quella sugli agrofarmaci inizia il suo iter legislativo con l'esame del Parlamento Ue.

Questa proposta porterà con sè altri costi e adempimenti per gli agricoltori. Va infatti ad incidere sul miglioramento degli habitat di biodiversità su larga scala, investimenti sulle popolazioni di insetti impollinatori e favorire di nuovo la loro crescita, migliorare gli ecosistemi forestali, favorire la connettività ed il sequestro del carbonio, arrestare la perdita degli spazi verdi urbani entro il 2030 e favorire una loro crescita del 3% entro il 2040 e del 5% entro il 2050. L’obiettivo ultimo è quello di migliorare la biodiversità e per farlo parte del suolo agricolo andrà destinati ad elementi caratteristici del paesaggio. Le imprese agricole saranno chiamate a contribuire a questi obiettivi in maniera indiretta. Sarà lo Stato a provvedere agli obblighi a carico delle imprese: gli agricoltori, da parte loro, dovranno migliorare le pratiche produttive e aumentare la superficie dedicata agli elementi paesaggistici ed ecologici.



"È giunto il momento di cambiare il modo in cui utilizziamo i pesticidi nell’Ue– ha dichiarato Stella Kyriakides, la Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare - si tratta della salute dei nostri cittadini e del nostro pianeta. Con questa proposta stiamo realizzando le aspettative dei nostri cittadini e gli impegni assunti nell’ambito della strategia “Dal produttore al consumatore” per costruire un sistema di produzione alimentare più sostenibile e sano. Dobbiamo ridurre l’uso di pesticidi chimici per proteggere il suolo, l’aria e i prodotti alimentari e, in ultima analisi, la salute dei nostri cittadini. Per la prima volta, vieteremo l’uso di pesticidi nei giardini pubblici e nei parchi giochi, facendo in modo che si riduca drasticamente la nostra esposizione a questi prodotti nella vita quotidiana. La politica agricola comune sosterrà finanziariamente gli agricoltori per coprire tutti i costi delle nuove norme per un periodo di 5 anni. Nessuno sarà lasciato indietro".

Secondo Cia, che storicamente sostiene la riduzione degli agrofarmaci attraverso progetti come Ibma, mirato ad ampliare la diffusione e la sperimentazione delle tecniche di biocontrollo per la difesa integrata delle colture, l’ambizione dei contenuti proposti dalla commissione europea ha delle tempistiche poco realistiche anche a causa del momento di grave crisi geopolitica, in cui gli agricoltori sono anche alle prese con gli effetti drammatici del climate change. È importante che la Commissione Ue - chiarisce Cia - abbia come obiettivo prioritario la resilienza del settore agricolo e allo stesso tempo imponga un principio di reciprocità sulle regole fitosanitarie ai Paesi terzi, per evitare dumping commerciali e garantire trasparenza al consumatore.



Anche l'Alleanza delle cooperative agroalimentare critica le tempistiche proposte per l’attuazione dei regolamenti. Davide Vernocchi, coordinatore ortofrutta, dichiara: “insieme al calo produttivo, si assisterà inevitabilmente anche ad un aumento delle importazioni dai Paesi terzi di prodotti che non posseggono gli stessi requisiti di qualità e sostenibilità che le produzioni ortofrutticole comunitarie possono vantare. In qualche modo è come se l’Europa spostasse il problema fuori dai propri confini, dal momento che nei paesi extra-Ue continueranno ad essere coltivati prodotti in maniera poco sostenibile”.

La Commissione europea prevede un piano di sostegno agli agricoltori per la transizione, sono previste nuove norme della politica agricola comune per garantire che gli agricoltori ricevano una compensazione per tutti i costi connessi all’attuazione delle nuove norme per un periodo transitorio di 5 anni. Ci saranno inoltre interventi più incisivi per ampliare la gamma di opzioni biologiche e a basso rischio sul mercato.

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