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lunedì 20 giugno 2022


Dal seme certificato nasce l’agricoltura del futuro

L’importanza della certificazione della semente garantisce dei vantaggi di diversa natura per tutto il comparto agroalimentare e un ruolo fondamentale per il Made in Italy, essendo il seme il primo anello delle produzioni agricole.
Convase durante il convegno “Perché il Made in Italy ha bisogno del seme certificato?” svoltosi la settimana scorsa a Roma ha chiarito diversi aspetti in merito, riunendo gli attori dell’agricoltura che attraverso le loro testimonianze hanno sottolineato l’importanza della certificazione della semente.
Franco Verrascina, presidente Copagri e presidente Commissione Indirizzo e Salvaguardia Convase, ribadisce che “il ruolo del seme certificato è il fulcro per la valorizzare del Made in Italy agricolo, nonché per adeguare gli standard qualitativi e ambientali agli obiettivi della prossima Pac e del Fondo competitività delle filiere legato al Pnrr”. 


“L’agricoltura si deve focalizzare sulla produttività – dichiara Angelo Frascarelli, presidente Ismea – fondamentale per il fabbisogno alimentare nazionale e mondiale, e sulla transizione ecologica essenziale per la sostenibilità del pianeta e per evitare i danni che il clima genera all’agricoltura. Produttività e transizione ecologica si realizzano con l’innovazione e la ricerca e sicuramente il seme certificato è imprescindibile per questi due aspetti”.
Anche le qualità delle produzioni passano dal seme, lo fa notare Claudia Merlino, direttore generale di Cia-Agricoltori Italiani. “Non può esserci qualità del prodotto finale senza che, alla base della filiera, ci sia qualità, certificazione e tracciabilità – dice la Merlino - Ecco perché le nuove sfide a cui sono chiamati gli agricoltori non possono che partire da sementi di qualità, in grado di assicurare la tracciabilità, la sicurezza e la sostenibilità”.
Seme certificato e tecnologia. Il seme certificato può essere un supporto per l’agricoltura di precisione e la tecnologia scende letteralmente in campo. “Un seme certificato contiene delle informazioni genetiche e di conseguenza si adatta sistemi di supporto alle decisioni – afferma Pierluigi Meriggi, presidente Horta - per la gestione sostenibile delle colture basati sull’Information & Communication Technologies. Dunque, supporta l’utilizzo della tecnologia nelle coltivazioni agricole, evitando sprechi e migliorando le rese”.



“L’investimento nel seme certificato - aggiunge Eugenio Tassinari, presidente Assosementi e presidente Convase -  viene giusticato dalla migliore germinabilità, assenza di semi di erbe infestanti, la purezza e salvaguardia dell’ecosistema anche attraverso la riduzione di agrofarmaci e fertilizzanti”.
Accrescere la consapevolezza nei produttori agricoli è imprescindibile se si persegue la qualità dei propri prodotti – prosegue Tassinari – e l’industria sementiera li deve affiancare nella scelta del seme certificato:  sarebbe importante che tale consapevolezza fosse condivisa anche dalle Istituzioni e supportata adeguatamente. La Pac e il Pnrr rappresentano occasioni importanti per sostenere tale paradigma: alle Istituzioni chiediamo di tenerne debitamente conto nell’importante fase di definizione di queste strategie”. 
L’importanza della certificazione risiede nella ricerca per garantire qualità e quantità ed elevare ulteriormente gli standard delle proprie produzioni, tutelare la filiera e garantire anche la sicurezza alimentare. La certificazione del seme è il primo passo verso l’agricoltura del futuro.

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