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mercoledì 8 giugno 2022


Cia Rovigo: «Il costo dei concimi minaccia le primizie»

“Se questo trend andrà avanti, con aumenti esponenziali dei costi dei concimi e dell’energia, decine di aziende ortofrutticole polesane saranno costrette a chiudere entro la fine dell’anno in corso”. L’allarme viene lanciato da Giordano Aglio, vicepresidente di Cia Rovigo, all’inizio della campagna delle raccolte estive, momento clou dell’annata agraria. I dati contenuti nell’ultimo bollettino del Mercato ortofrutticolo di Lusia mostrano un quadro in continuo peggioramento: “Agli agricoltori viene riconosciuto sempre meno, chiaro che a queste condizioni molti non saranno in grado di tenere in piedi l’attività”.

Due, dunque, le alternative possibili: l’indebitamento o la chiusura. “Di questi tempi, quasi nessuno si arrischia a contrarre dei mutui con gli Istituti di credito”, precisa lo stesso Aglio. Per quanto riguarda le primizie del territorio, è eclatante il caso del porro, che dovrebbe venire messo a dimora fra poco più di un mese, all’inizio di luglio. Il prezzo agricolo è di 0,30 euro al kg, quando il mero costo di produzione si attesta sui 0,90 euro al kg.
 


“Visti i valori presenti sul mercato, tanti imprenditori agricoli potrebbero decidere di non dedicarsi a questa coltura”, chiarisce il vicepresidente. In crisi pure i cavolfiori: il relativo prezzo agricolo è di 0,60 euro al kg, quando per produrne un kg servono 0,80 euro. Per un kg di insalata capuccia e gentile vengono riconosciuti 0,70 euro; tuttavia, la spesa per la produzione di tali tipicità è di 0,80 euro al kg. Altra fattispecie “clamorosa”, quella del sedano verde: all’agricoltore sono riconosciuti 0,50 euro al kg, ma per coltivarli occorrono almeno 30 centesimi in più (sempre al kg). “Stiamo registrando delle grosse difficoltà anche relativamente agli imballaggi - continua Aglio - Il costo delle tradizionali cassette di plastica è aumentato del 45%”. Da qui la richiesta che Cia ha avanzato al Governo: il comparto agricolo sia destinatario di specifici aiuti. “Durante la pandemia abbiamo affermato che per superare un momento di gravità eccezionale servivano interventi dello Stato altrettanto eccezionali. Le nostre aziende hanno bisogno di agevolazioni e sostegni diretti”.

Fonte: La Voce di Rovigo


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