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mercoledì 18 maggio 2022


«Materie prime, attenzione ai fenomeni speculativi»

Nei mercati manca la trasparenza e il rischio della speculazione è alto. E’ quanto ha sottolineato il ministro all’agricoltura Stefano Patuanelli, intervenuto ieri a Napoli durante l’evento "Techagricolture meeting Italia" promosso da Confagricoltura.

“Ci sono fenomeni speculativi in atto – ha detto - questo è il vero errore dell'Europa: non garantire una piena trasparenza dei mercati e la capacità di valutazione degli stoccaggi”.
Il ministro ha sottolineato come il problema non riguardi i quantitativi delle materie prime: “Vi ricordo che stiamo vendendo il grano che abbiamo raccolto l'anno scorso, non quest'anno. E' evidente che non c'è un problema di quantità ma è legato quasi esclusivamente a fenomeni speculativi”.

Sulla crisi del grano determinata dal conflitto in Ucraina, Patuanelli ha specificato come il futuro delle produzioni italiane possa passare solo da un ragionamento europeo perché “è vero che possiamo incrementare la produzione ma è anche vero che abbiamo dei problemi di approvvigionamento idrico”.

“Il dialogo con l’Europa sulle produzioni è già in corso – ha detto – tutti i Paesi hanno posto al centro la necessità di implementarne alcune che negli anni l'Europa ha ridotto. Il superamento del set-aside è un primo elemento ma probabilmente non è sufficiente". E ha concluso: "Il tema è capire come intervenire. Io credo che vada ragionato nella capacità produttiva a livello europeo e non del singolo stato membro anche perché all'interno dell'Europa le regole del mercato comune consentono un facile trasferimento delle merci".



Secondo il ministro, bisogna accelerare sul Recovery Energy Fund: “Serve una tranche di debito comune per consentire agli stati membri di affrontare il tema del rincaro delle bollette e delle materie prime". 

Per quanto riguarda il taglio delle stime di crescita nel Pil del 2022 che per l'Italia sono più alte rispetto alla media europea Patuanelli ha dichiarato che "la difficoltà economica che pensavamo di aver superato con un 2021 che segnava una crescita più alta di quella attesa ha un momento di stop legato alla crisi internazionale. Questo era più che prevedibile quando il conflitto è esploso”.

E ha concluso: “Oggi bisogna mettere in campo tutte le risorse necessarie per sostenere per sostenere le aziende. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo senza scostamento di bilancio e credo che non si debba pensare in assoluto che lo scostamento sia un male. Penso che il rischio di uno scostamento sia inferiore a quello di perdere interi settori produttivi o di portare le persone alla soglia di povertà".

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