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martedì 17 maggio 2022


Pesca di Leonforte, frutto dalle dieci carezze

La Pesca di Leonforte Igp ha tanto da raccontare. Un frutto che nella sua vita viene "accarezzato" dieci volte prima della raccolta deve per forza di cose essere prezioso, non solo perché protetto dal sacchetto durante la crescita. La pesca "ncuppata" - così come viene chiamata in Sicilia - ora ha un nuovo consorzio per spingere ancora di più sulla tutela e la valorizzazione di questa eccellenza, ottima per il consumo fresco e una chicca anche trasformata, dalla confettura alla pesca sciroppata.



Durante il Macfrut abbiamo incontrato nello stand dell'Op La Deliziosa il presidente del Consorzio della Pesca di Leonforte Igp, Domenico Di Stefano, e la nuova direttrice Rita Serafini. Negli ultimi dieci anni le superfici di questo particolare frutto sono passate da 30 a 120 ettari, ciò testimonia l'interesse che c'è verso la Pesca di Leonforte Igp anche da parte di giovani imprenditori agricoli. "Nel 2021 si ha una sorta di rinascita, con la costituzione di un nuovo consorzio di tutela dove è presente il 90% della produzione - afferma Di Stefano - C'è tanto fermento, ci sono nuove aziende agricole che nascono e investono in impianti peschicoli. Il Consorzio si è dato un ruolo istituzionale, stiamo approfondendo tutta una serie di problematiche del nostro territorio, da quelle infrastrutturali alla gestione delle acque irrigue. Vogliamo essere un punto di riferimento per i produttori associati e non solo. Siamo fiduciosi perché negli anni sono cresciute le produzione e le aziende si sono strutturate. Io stesso ho iniziato l'attività a 14 anni, su un ettaro di terreno che mi era stato regalato da mio padre; ora ho 50 ettari dedicati alla Pesca di Leonforte Igp".



E la pesca insacchettata siciliana risponde alla domanda che arriva dal consumatore: qualità e gusto coniugati con la sostenibilità ambientale. "La nostra produzione è ecosostenibile, rispetta il territorio e quando si mangia una di queste pesche il sapore è eccezionale - continua Di Stefano - Alleviamo il frutto con una cura maniacale, lo accarezziamo dieci volte nella sua vita e dall'insacchettamento alla raccolta tutto è manuale".



Il nuovo Consorzio di tutela della Pesca di Leonfrote Igp è stato riconosciuto nell'aprile scorso e da pochissimo Rita Serafini - marchigiana di origine, romana di adozione e con un grande amore per la Sicilia - ne ha assunto la direzione. "Vogliamo valorizzare prodotto e territorio, uno non può essere disgiunto dall'altro - illustra - Partendo dal locale, arrivando al nazionale e poi ancora oltre i confini italiani, vogliamo far conoscere questa eccellenza".



"Costruiremo una struttura snella, smart, efficiente, che abbracci e sviluppi contemporaneamente tutte le aree strategiche tipiche del consorzio - prosegue la direttrice - Quindi l'area della comunicazione e valorizzazione, implementando l'attività amministrativa, anche sul fronte della vigilanza e della tutela. Poi cura generale della denominazione: abbiamo in programma un aggiornamento del disciplinare di produzione. Mercato e cambiamenti climatici sono in continua evoluzione, non possiamo non avere un'attenzione particolare su questi temi. Saremo soddisfatti quando cresceremo ancora più velocemente - conclude Serafini - il mondo conoscerà la nostra pesca e verrà sul territorio per vederla di persona e scoprire come viene coltivata".



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