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giovedì 28 aprile 2022


Noci francesi, i punti di forza della stagione

Una campagna positiva, con quantitativi e trend commerciali di tutto rispetto nonostante la forte concorrenza californiana. Così Davide Vancini, amministratore di Alimex, spiega a IFN l’andamento delle noci francesi in una stagione che si avvia verso la sua conclusione.

“Quella di quest’anno è stata una campagna nocicola di tutto rispetto – rimarca Vancini – andiamo verso le quattromila tonnellate di prodotto commercializzato da Alimex ed altrettanto gestito da altri operatori il che porta la presenza di prodotto francese sul mercato italiano intorno alle ottomila tonnellate. In Francia è stata una annata eccezionale dal punto di vista qualitativo e del calibro. La stagione è proseguita molto bene fino a Natale, poi gli americani hanno abbassato repentinamente il prezzo del prodotto considerata l’alta quantità di invenduto. Dato che sono sempre i massimi produttori a dettare legge, il mercato ha subito subito una forte flessione”.


Davide Vancini

E continua: “La crescita del prodotto francese è sotto gli occhi di tutti e oggi rappresenta il 20% del consumo italiano: la produzione transalpina è passata dall’essere una nicchia fino a diventare segmento, ma ancora non è paragonabile alla forza dei giganti statunitensi che raccolgono fino a 800mila tonnellate annue”.

Alimex ha saputo adeguarsi al mercato e ai suoi mutamenti. Ora si avvia verso fine campagna con stock adeguati. “Se i volumi di gennaio e febbraio sono stati pari ai minimi storici – commenta Vancini – marzo è stato invece un ottimo mese. Da qui a fine campagna riusciremo tranquillamente a distribuire tutti gli stock disponibili”.

Se il bilancio della noce francese è positivo, il comparto continua comunque ad investire per la sua crescita. "In particolare – illustra Vancini – puntiamo sulla tipicità del prodotto, su alti parametri qualitativi, sull’origine controllata, sulla tutela del frutto europeo e su valori condivisi a tutti i livelli della filiera. Questa è stata un’annata particolare – specifica l’amministratore di Alimex – e le noci hanno avuto quest’anno dei calibri record. Speriamo che il prossimo anno ci dia altrettante certezze”.


Non è altrettanto positivo il quadro per le nocciole francesi, considerato che i quantitativi disponibili per il mercato italiano sono terminati prima di Natale: un effetto delle gelate della primavera 2021. “I quantitativi sono stati a dir poco dimezzati - illustra Vancini - ed è stato un vero peccato: per rispondere alla domanda di mercato avremmo dovuto vendere il triplo del prodotto. Fortunatamente però i presupposti per la prossima campagna sembrano essere buoni”.


Da dimenticare, invece, anche la prossima campagna delle Prugne secche d'Agen, considerato che le gelate hanno compromesso quasi del tutto la raccolta 2022. “Anno scorso abbiamo fatto i conti con lo stesso problema ma abbiamo ‘tamponato’ utilizzando tutto il riporto di stock disponibile – fa il punto Vancini – ma quest’anno non abbiamo più neanche quel paracadute”.



La produzione è pari al 20% rispetto a quella degli altri anni. “Il problema è che ci troviamo di fronte alla stessa situazione per due anni a fila e non sappiamo bene come affrontarla. Se fino a quattro/cinque anni fa riuscivamo a tenere in frigo ben tre raccolte, oggi non sappiamo dove reperire il prodotto”. La situazione non va meglio neanche in altri Paesi: in California le zone vocate a prugne sono state in molti casi sostituite con le colture di mandorle e pistacchi, mentre sono in crescita Cile e Argentina.  Il prodotto sembra quindi mancare al momento, ma l’attenzione va a eventuali fenomeni speculativi che potrebbero influire anche sul consumo.   

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