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mercoledì 20 aprile 2022


Carosello leccese, i vantaggi della luce supplementare

I ricercatori dell’Università di Bari e del Cnr di Bari e di Lecce hanno individuato interessanti composti biologicamente attivi nei frutti del Carosello, un tipo di melone che i pugliesi mangiano abitualmente crudo, alla stessa stregua del cetriolo.
Proseguendo nell’attività di ricerca per la caratterizzazione e valorizzazione di varietà locali di Cucurbitaceae, i ricercatori hanno analizzato il profilo nutraceutico del ‘Carosello leccese’ (Cucumis melo L. subsp. melo conv. flexuosus) coltivato con la tecnica del senza suolo e con Led interlighting


       
In un precedente lavoro pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Sustainability (doi.org/10.3390/su132011464) era emerso che l’utilizzo dei Led incrementa la produzione del carosello di circa il 26% rispetto alle condizioni di sola luce naturale (in un ciclo autunno–invernale). In quest’ultimo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Antioxidants è emerso che i Led non riducono il contenuto di sostanze ad azione bioattiva che sono stati rilevati nei frutti di ‘Carosello leccese’: polifenoli, tocoferoli, carotenoidi, zuccheri e minerali. Tra i polifenoli, il gallato di metile, presente anche in altri vegetali tra cui mango e melagrana, è risultato il più abbondante (in media 35,6 ± 0,7 µg·g-1 s.s.). A questa molecola sono attribuite azioni antibatteriche, antiinfiammatorie e antiossidanti. 



Tra i tocoferoli, molecole (conosciute come vitamina E) antiossidanti sintetizzate esclusivamente dai vegetali, l’a-tocoferolo, la molecola con maggiore attività antiossidante, è risultato il più ingente. Relativamente ai carotenoidi, importanti anche per l’azione protettiva contro le malattie cardio-vascolari, la concentrazione di ß-carotene (che insieme alla ß-criptoxantina costituisce il gruppo della provitamina A) è aumentata fino al 60% nei frutti delle piante illuminate con radiazione artificiale rispetto a quelli ottenuti con solo radiazione naturale. Inoltre, il ‘Carosello leccese’ è risultato essere un’importante fonte di elementi minerali (in particolar modo di potassio), anche più del cetriolo, rispetto al quale spesso ha un più alto indice di dolcezza.


 
La ricerca rientra nel progetto Soilless-Go, finanziato dalla Sottomisura 16.2 del Psr Puglia 2014-2020 (supporto per progetti pilota e sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie e disseminazione dei risultati ottenuti dai Gruppi Operativi).
Il link dello studio pubblicato sulla rivista ad accesso aperto Antioxidants: doi.org/10.3390/antiox11040777

Fonte: Università di Bari


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