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mercoledì 13 aprile 2022


Pomodoro da industria, c'è l'accordo

Si è chiusa a 108,5 euro a tonnellata la lunghissima trattativa sul prezzo del pomodoro da industria per la campagna Nord Italia 2022, con la firma ieri a Parma dell’accordo quadro tra Op (organizzazioni dei produttori) e Industria.

"C’è soddisfazione per il patto raggiunto ma non entusiasmo", è il commento a freddo del presidente dei produttori di pomodoro di Confagricoltura Emilia Romagna, Giovanni Lambertini, che non nasconde la preoccupazione per le bizzarrie del clima, su tutte la grave siccità che attanaglia il territorio e che renderà oltremodo complicata la campagna estiva, con l’incognita della scarsa disponibilità d’acqua.

"Pesa – aggiunge Lambertini – la perdita di superfici investite nel bacino del centro Nord, intorno al - 15-20%, dovuta all’estenuante braccio di ferro (oltre due mesi) tra agricoltori e imprese di trasformazione che ha via via allontanato molti produttori portandoli a optare per una coltura alternativa".

Esprime un giudizio positivo il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini: "I produttori portano a casa un buon risultato che in un momento così difficile vale doppio. Speriamo di riuscire a coprire i costi di produzione. Il contesto internazionale ci pone di fronte ad uno scenario drammatico. Ogni giorno che passa si alza sempre di più l’asticella delle spese aziendali a causa del boom dei prezzi dell’energia, del gasolio, dei fertilizzanti e di tutte le materie prime in generale".

L’Accordo prevede la conferma dell’impianto contrattuale del 2021 per la parte normativa, con un prezzo di riferimento che, con un incremento di oltre il 18%, il più elevato di sempre, fa registrare un aumento di circa il 40% in soli quattro anni.



“È prevalso il senso di responsabilità. – dichiara Bruna Saviotti, coordinatrice del Comitato territoriale del Bacino Nord di Anicav – Nonostante il periodo non semplice per l’industria, abbiamo riconosciuto, non senza difficoltà, un significativo aumento del prezzo medio rispetto alla scorsa campagna per venire incontro alle criticità espresse dalla parte agricola. Si tratta, naturalmente, di un incremento, senza precedenti, legato alla straordinarietà del momento che stiamo vivendo caratterizzato dalle vicende belliche che stanno causando aumenti in campo energetico, dal particolare andamento dell’inflazione nonchè da una importante siccità nel nostro bacino produttivo.”

In stallo, invece, la trattativa nel Bacino Centro Sud dove la parte agricola ha messo sul tavolo una ingiustificata richiesta di gran lunga superiore a quanto riconosciuto al Nord.  

“Come Dopo una lunga ed intensa trattativa con la parte agricola, è stato raggiunto l’Accordo Quadro per la gestione dalla prossima campagna di trasformazione del pomodoro nel bacino Nord Italia.

L’Accordo prevede la conferma dell’impianto contrattuale del 2021 per la parte normativa, con un prezzo di riferimento che, con un incremento di oltre il 18%, il più elevato di sempre, fa registrare un aumento di circa il 40% in soli quattro anni.

“È prevalso il senso di responsabilità. – dichiara Bruna Saviotti, coordinatrice del Comitato territoriale del Bacino Nord di ANICAV – Nonostante il periodo non semplice per l’industria, abbiamo riconosciuto, non senza difficoltà, un significativo aumento del prezzo medio rispetto alla scorsa campagna per venire incontro alle criticità espresse dalla parte agricola. Si tratta, naturalmente, di un incremento, senza precedenti, legato alla straordinarietà del momento che stiamo vivendo caratterizzato dalle vicende belliche che stanno causando aumenti in campo energetico, dal particolare andamento dell’inflazione nonchè da una importante siccità nel nostro bacino produttivo.”

In stallo, invece, la trattativa nel Bacino Centro Sud dove la parte agricola ha messo sul tavolo una ingiustificata richiesta di gran lunga superiore a quanto riconosciuto al Nord.  

“Come Anicav stiamo facendo la nostra parte. - afferma Marco Serafini, presidente di Anicav - L’aumento del costo della materia prima andrà a sommarsi all’incremento generalizzato dei costi di produzione, in particolare degli imballaggi primari e secondari e dell’energia, creando non poche difficoltà alle aziende. Il nostro auspicio è che tutti gli altri attori della filiera riconoscano gli sforzi che l’Industria di trasformazione sta facendo. Stiamo facendo la nostra parte. L’aumento del costo della materia prima andrà a sommarsi all’incremento generalizzato dei costi di produzione, in particolare degli imballaggi primari e secondari e dell’energia, creando non poche difficoltà alle aziende. Il nostro auspicio è che tutti gli altri attori della filiera riconoscano gli sforzi che l’Industria di trasformazione sta facendo”.

Fonte: ufficio stampa Anicav e Confagricoltura Emilia Romagna


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