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lunedì 4 aprile 2022


Il ritorno del freddo, primavera fermata dal maltempo

La tanto attesa pioggia è arrivata, sia al Nord che al Sud. Ma la perturbazione del fine settimana non ha portato solo acqua, ma anche una dose di maltempo che, a livello locale, ha causato qualche problema. Ora, però, l'attenzione dei produttori è tutta concentrata sulla colonnina di mercurio: dopo le nevicate a bassa quota di sabato, le previsioni parlano di un ulteriore abbassamento delle temperature che potrebbe impattare sulla produzione ortofrutticole e sfociare anche nelle temute gelate.



L'ultimo colpo di coda dell'inverno si è fatto sentire già dalla scorsa settimana in Francia e anche i produttori spagnoli sono in allerta: sulla stampa d'Oltralpe ha trovato ampio spazio la difesa dei frutteti, con le candele accese durante la notte per salvare la fioritura degli alberi, oppure l'accensione degli impianti antibrina.

Tempeste accompagnate dalla grandine si sono abbattute a macchia di leopardo sulla Penisola, provocando danni nelle campagne dove negli orti si raccolgono le primizie e le piante da frutto si trovano in piena fioritura spinta da inverno secco con 1/3 in meno di pioggia e bollente che dal punto di vista climatologico ha fatto registrare in Italia una temperatura media superiore di 0,49 gradi. E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti.



"In Piemonte le grandinate con chicchi grandi come noci hanno colpito in più aree della regione - aggiunge l'associazione guidata da Ettore Prandini - In Lombardia la grandine ha colpito, tra l'altro, la provincia di Mantova danneggiando la fioritura della pregiata pera mantovana Igp mentre a Cremona si segnalano danni alle bietole e alle piante da frutto in piena fioritura, ma gli effetti del maltempo si segnalano per grandinate anche in altre regioni, dall'Emilia al Veneto".

“La situazione è critica – spiega Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte – perché le precipitazioni si sono rivelate particolarmente violente: a Pralormo sono scesi chicchi di grandine grossi come uova. I nostri tecnici sono tutti al lavoro per i primi sopralluoghi, ma per una stima dei danni occorreranno alcuni giorni”.



Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte e Cuneo, evidenzia che “le colture maggiormente danneggiate sono gli orti in pieno campo e i frutteti. Gli alberi da frutto in questo periodo hanno i germogli molto teneri, che la grandine ha distrutto; alcune piante, per esempio i ciliegi, sono in piena fioritura, per cui si perderà la quasi totalità del raccolto. I tecnici, dai primi sopralluoghi ci segnalano danni anche al legno delle piante”.

Ma oltre al danno c’è la beffa. “A oggi – spiega Allasia – non si è ancora aperta la campagna per l’assicurazione agevolata delle colture. Gli agricoltori, pur volendo, non hanno ancora potuto assicurare le loro produzioni: questo significa che senza sostegni pubblici le aziende agricole non potranno contare sul risarcimento assicurativo”.

La neve ha imbiancato la Tuscia e i produttori di nocciole sono preoccupati che il freddo improvviso possa causare problemi ai corileti. La grandine, come anticipato, ha colpito diverse zone d'Italia - è caduta addirittura sul litorale laziale dando un effetto post nevicata - e almeno fino a martedì le condizioni meteo dovrebbero essere rigide.

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