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lunedì 14 marzo 2022


Verdure, le condizioni del rilancio

Ci sono verdure in crisi strutturale e altre che stanno pagando solamente lo scotto di una stagione storta. Per alcune categorie il 2021 è stato un anno di forte sofferenza nei consumi e anche nei primi due mesi del 2022 confermano le stesse difficoltà. Un esempio sono le insalate di prima gamma, che rappresentano circa il 2% del fatturato del reparto ortofrutta: parliamo quindi di una categoria importante che sviluppa ancora valori interessanti. Una categoria che, lo ricorderete bene, nel 2020 era stata protagonista di una rinascita: con la pandemia e il lockdown, infatti, i consumatori costretti a casa erano tornati a prepararsi l'insalata tra le mura domestiche. 




Se il Covid aveva rivitalizzato il loro consumo - da tempo in costante calo - ora sembrano avere perso appeal, con i consumatori che si stanno orientando verso prodotti con un contenuto di servizio, come la prima gamma evoluta o la IV Gamma. I nuovi consumatori cercano meno sprechi e soluzioni pronte per l'uso.

Discorso simile per le verdure da cuocere, categoria che vale mediamente oltre l'1% nel reparto ortofrutta. Erbette, cicoria, spinaci e cime di rapa dopo anni di crescita vivono un momento difficile: i consumatori, tornati ad una quasi normalità, hanno sempre meno tempo e voglia di cucinare e quindi sempre di più chiedono prodotti con un livello di servizio e “quasi” pronti all'uso (almeno già puliti e/o lavati). Quest'ultime referenze hanno buone vendite e sono in incremento, tenendo conto che questi articoli hanno già una forte concorrenza interna nel negozio, pensiamo ai surgelati, dove l'offerta è molto segmentata ed ovviamente con shelf-life dei prodotti molto più lunghe.



Anche gli aromi e le piantine aromatiche, che rappresentano nel reparto circa l'1%, hanno perso quote importanti di vendite. In questi ultimi anni i consumi sono profondamente cambiati: i nuovi stili di consumo, pur spingendo verso prodotti vegetali, spesso non prevedono l'utilizzo di questi ingredienti, che quindi vengono impiegati solo in circostanze particolari o ricorrenze festive. Anche le recenti sgrammature verso il basso non hanno risollevato le vendite, pure le piantine che fino a 3-4 anni fa crescevano nei consumi da tempo soffrono, con cali di vendite in doppia cifra.

I fagiolini, che valgono oltre 1,5% delle vendite nel reparto ed era tra i prodotti top tra le verdure per consumi e tradizioni, sono ora in forte calo: la destagionalizzazione dei consumi utilizzando il prodotto estero nei mesi invernali con prezzi medi molto alti non ha portato giovamento, anzi, ha penalizzato i consumi anche della produzione italiana. Anche in questo caso è in atto un cambio di consumi e quindi questi prodotti necessitano una rivisitazione della proposta verso articoli con un buon livello di servizio - tipo gli spuntati e/o puntando a confezioni piu leggere - anche perché i fagiolini, come altri articoli, hanno una concorrenza ampia nel negozio, dai prodotti dei reparti grocery a quelli surgelati.



Dopo un 2020 molto positivo nei consumi, ora per patate e cipolle - che insieme rappresentano circa il 6% del reparto ortofrutta - si registra un calo vicino alla doppia cifra, ma nonostante questo dato negativo ci sono anche segnali positivi: infatti, sono in forte aumento nei consumi quegli articoli con riconosciuto rapporto valore-qualità, come le patate Igp o Dop o con apporti salutistici-benefici nel consumo, o le cipolle fresche tipo le Tropea e/o provenienti di territori ad alto valore riconosciuto. Segno che i consumatori sanno riconoscere e premiano i prodotti di qualità in queste due categorie che, di solito, vengono acquistate in modo routinario senza grandi aspettative.

Anche se in questi primi due mesi del 2022 il calo di consumi ha colpito quasi tutto il comparto delle verdure, in realtà su tanti prodotti ha inciso la forte inflazione (prezzi di vendita molto alti) e per altri ancora la mancanza produttiva, ma per queste referenze si tratta di un calo dei consumi passeggero, dovuto a fattori straordinari, ma ci sarà quindi il tempo per recuperare le vendite nel corso dell'anno. Però mai come in questo anno che si preannuncia difficile nei consumi, andranno ripensate molte delle proposte di vendita per le categorie (sopra citate) e riadattarle ai nuovi consumi.

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Giampaolo Ferri
Retail Expert

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