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giovedì 17 febbraio 2022


Albicocchi, in Romagna sono già in fiore

Se le fioriture sono già iniziate in Puglia e in Toscana (clicca qui per approfondire), anche la Romagna non è da meno. Nelle colline cesenati e riminesi, dove ha sede la società agricola Zavoli, si notano già i primi fiori di albicocco.

“In collina siamo già avanti – commenta a IFN Stefano Zavoli, uno dei titolari dell'omonima azienda, nonché consigliere di Agribologna e presidente di Conor – ci sono i primi fiori delle albicocche della varietà precoce Wonder Cot e, se continuano le temperature calde, tra un paio di settimane fioriranno tutte”. L’azienda coltiva drupacee (in prevalenza albicocche e pesche) su un totale di 70 ettari, di cui 30 in collina e 40 in pianura. 



“La situazione è un po’ diversa nelle superfici pianeggianti – sottolinea il produttore – dove ci sono i primi abbozzi fiorali per le albicocche mentre il pesco ha per ora solo le gemme ingrossate. Per vedere la fioritura del pesco serviranno ancora dieci giorni, considerato che quest’anno siamo in anticipo di una settimana rispetto ad anno scorso”.

A favorire la nascita dei primi fiori sulle aree collinari è stato sicuramente il fattore meteorologico. “La settimana scorsa il bel tempo e la luce hanno favorito il germogliamento delle piante – dice Zavoli – mentre queste ultime giornate di freddo e umidità hanno bloccato il processo ma pensiamo che potrà riprendere a breve”.

Se le fioriture anticipate sono un piacere per gli occhi, lo sono un po’ meno per il futuro della stagione, su cui pende la minaccia delle gelate tardive di marzo. “Si tratta di una situazione ormai inevitabile, sono anni che si verificano le stesse condizioni quindi sappiamo che prima o poi dovranno arrivare – ancora Zavoli – se sulle piante della pianura riusciremo in parte a bloccare il problema con l’irrigazione antibrina sottochioma, in collina dobbiamo limitarci all’accensione di fuochi o candele”.

Quello delle gelate non è un problema da sottovalutare: se lo scorso anno i danni per l’azienda si sono limitati al 30% della produzione, nel 2020 è andato perso il 70% della produzione. 



Ma come fare prevenzione? Secondo il produttore bisognerebbe agire su più fronti: i sistemi antibrina e il ruolo delle assicurazioni“Il rischio gelate è ormai diventato strutturale – evidenzia Zavoli – se gli inverni sono sempre più corti, è normale che gli eventi climatici improvvisi siano sempre più numerosi: per questo è necessario dotarsi, dove possibile, di irrigazione antibrina: anche se il sistema non serve a risolvere il problema, va almeno a tamponarlo”. E conclude: “Sarebbe importante poter contare anche sulle assicurazioni ma, come sappiamo, è sempre più difficile richiedere in tempo una polizza per le gelate”.

Nonostante i danni subiti per le gelate tardive, l’azienda continua ad investire nell’innovazione varietale dell’albicocco grazie alla collaborazione con il progetto Maspes: è già entrata in produzione la Nirosa 1 mentre entrerà in produzione quest’anno Ariel ed altre varietà sono attese per i prossimi anni.

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