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venerdì 11 febbraio 2022


Prezzi, si attende la mossa dei discount

Sale il caro vita e la Gdo prova a tenere a bada i prezzi al dettaglio. Le principali catene della distribuzione moderna hanno iniziato il 2022 con questa politica commerciale e anche la comunicazione ha preso questa strada. Sul fronte dei discount, cioè delle insegne che fanno del prezzo basso la loro bandiera e che valgono il 21% dell'ortofrutta venduta in Gdo, silenzio o quasi.

Il patron di Md Patrizio Podini in autunno aveva parlato di speculazioni scellerate (clicca qui per leggere l'articolo) e ora, sulle pagine del quotidiano Il Mattino, fa il punto della situazione e preannuncia un aumento dei prezzi nei suoi punti vendita.



"Non abbiamo ancora visto realmente cosa saranno i rincari a venire: i primi segnali li abbiamo avuti a gennaio, con le bollette del gas e dell'energia elettrica, con aumenti superiori a 2-3 volte i valori del 2021 - dice l'imprenditore - Noi avevamo già definito il nostro budget 2022 e lo abbiamo dovuto riaggiornare con un incremento di 25 milioni di costi. E, mi creda, pesano anche per un gruppo come il nostro che ha un fatturato importante. Molte aziende dovranno rivedere in maniera netta i loro programmi di sviluppo e di continuità stessa dell'attività".

Il momento, come ribadisce il Cavaliere, è molto delicato. "Ora parliamo dell'energia perché il problema è esploso nei mesi scorsi, ma nell'alimentare è adesso che si stanno iniziando ad applicare gli aumenti indotti dall'aumento dei prezzi delle merci dei fornitori. Siamo in un periodo di forti aumenti difficili da prevedere. Noi aumenteremo un po' i prezzi cercando di contenerli al massimo, ma speriamo di conquistare nuovi consumatori e che questi, quando confronteranno i nostri prezzi con quelli dei supermercati, ribadiranno la nostra già riconosciuta competitività".



Insomma, la guerra dei prezzi è uno scenario possibile nel mondo distributivo che, se non si trova un equilibrio di filiera, nei prossimi mesi potrebbe manifestarsi in tutta la sua portata. In questo contesto, come detto da Podini, i discount vedono un mercato da aggredire e nuovi consumatori da poter fidelizzare.

Il re dei discount non crede che gli interventi pubblici possano fare qualche cosa nell'immediato. "Il governo non avrà mai i soldi per riportare i prezzi a come erano prima. Occorre aumentare la produzione nazionale di gas e soprattutto decidere la costruzione di 4-5 centrali nucleari di quarta, quinta generazione", questa la soluzione di Podini.

Ma cosa ci si può aspettare? Per il fondatore di Md lo scenario sarà caratterizzato dagli aumenti. Ad esempio cita il pomodoro trasformato. Per la catena distributiva il costo di una scatola di pelati sarà del 25% più alto rispetto ad oggi. "A questo aumento che subiremo dai produttori dobbiamo aggiungere quello dei costi di trasporto e di quanto oggi afferisce alla nostra catena produttiva e organizzativa. Morale - conclude Podini - un chilo di pomodori in scatola costerà almeno il 30% in più".



I fornitori della Gdo, da parte loro, sono tra l'incudine e il martello. "Uno scenario da economia di guerra. Ci ho pensato a lungo prima di scomodare un paragone del genere ma, lo ammetto, non so come altrimenti definire la situazione", così parla al Corriere della Sera Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare e amministratore delegato di Molini Industriali di Modena. "Siamo di fronte a qualcosa senza precedenti, non ricordo nel passato niente di simile. Agli enormi rincari dell'energia si somma l'aumento delle materie prime: una tempesta perfetta".

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